I giovani laureati sempre più disoccupati



I laureati di oggi sono il simbolo di un’Italia che non va avanti e non progredisce. Una paese in cui stentano i ricambi generazionali, i laureati rimangono privi di un’occupazione e di prospettive future. Sembra proprio che in questo paese nessuno credi in loro. I dati parlano chiaro, nei primi due mesi del 2010 le imprese hanno smesso di cercare neolaureati. Basti pensare ai due titoli di studio più forti sul mercato del lavoro, laurea in economia e ingegneria, rispetto allo scorso anno hanno visto le richieste da parte di aziende diminuire.

La quota di chi è ancora disoccupato un anno dopo aver concluso il ciclo di studi specialistico è aumentata di ben 7 punti percentuali. Questo dato deriva dal Rapporto 2010 di Almalaurea, che ha coinvolto oltre 200 mila giovani di tutta Italia. Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, ha commentato i dati sottolieneando la necessità di una maggiore attenzione al capitale umano e alla sua istruzione e qualificazione.

Lo scorso anno il 16,5% dei neolaureati triennali era ancora in cerca del primo impiego, quest’anno hanno raggiunto quota 22%. Stesso discorso per coloro che hanno concluso un ciclo di studi specialistico, e parliamo anche di medici e architetti. Per i più fortunati che hanno trovato lavoro invece, il 52% ha firmato contratti di collaborazione o altre forme di precariato e solo il 26,1% ha trovato un lavoro stabile. A livello di retribuzione, chi si è laureato entro la fine del 2008, prende in media 1.050 euro.



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