I precari in piazza il 9 aprile: “Siamo stanchi”

All’interno della crisi che colpisce l’Italia ma più in generale tutto il mondo, ci sono anche loro, i precari. Stanchi di esserlo, perchè come dicono loro “la vita non aspetta. Questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo nessuna intenzione di abbandonarlo”. Un gruppo di giovani precari ha deciso di fare qualcosa: è partita su internet una mobilitazione denominata “Il nostro tempo è adesso“. I precari voglio fare vedere che ci sono, vorrebbero una nuova Italia, e per questo scenderanno in piazza, nelle città italiane, il 9 aprile. Un segnale forte, un appello che si diffonde giorno per giorno sul web. Non solo precari, ma anche studenti, universitari, in tanti hanno appoggiato l’appello dei precari italiani. “Questo governo sta distruggendo il nostro presente e il nostro futuro. Distrugge scuole e università con tagli indiscriminati e riforme scellerate, dequalifica il lavoro condannandoci a una dipendenza a vita dalle nostre famiglie, a dover vivere con l’angoscia di un contratto che scade e una borsa di studio che non ci viene più data” spiega il movimento dei precari. I numeri descrivono la situazione dei giovani italiani, per esempio il 29% dei giovani (di età compresa fra i 14 e 24 anni) sono stati costretti a lasciare gli studi, i laureati nella fascia 20-30 anni sono solo il 19%, numeri che non sono eccezionali. Un paese senza grossi sbocchi, come evidenzia l’ultimo dato: in media, un neolaureato guadagna 827 euro al mese di busta paga, una somma inferiore di quasi trecento euro rispetto alle busta paga di due anni fa. Alle manifestazioni del 9 aprile, parteciperanno anche alcune società civili, personaggi della cultura e dello spettacolo, per creare veri e propri incontri per fare il punto sulla situazione.

Pietro Gugliotta

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