I prezzi del settore energetico spingono l’inflazione

L’Inflazione ricomincia a correre. A confermarlo è proprio l’ISTAT, che nella periodica divulgazione dei dati riguardanti l’inflazione ha fatto registrare, un +1,5% a livello tendenziale, un +0,4% sul mese, e un +0,9% per l’indice armonizzato (IPCA).

All’origine di questa spinta inflazionistica nella dinamica dei prezzi, ci sono i movimenti avvenuti nei settori petroliferi e valutari. A spiegare il tutto è l’ISAE, che ha fatto sapere che la combinazione rincaro di petrolio e debolezza euro sta comportando un peggioramento dei costi per il comparto dell’approvvigionamento energetico. Nello specifico si sono fatti maggiormente sentire gli incrementi dei prezzi dei carburanti, +2,1% su base mensile, e +15% su base annua.

La benzina vede ha fatto segnare un aumento del 2,7% rispetto a marzo, mentre su base annua del 16,7%. Grosso modo anche il gasolio ha viaggiato sugli stessi ritmi (+2,2% e 15,9%). A contribuire all’incremento generale anche l’aumento delle tariffe di riferimento del gas, con un secco +3,6%. Incremento anche per biglietti aerei e trasporti marittimi. La dinamica al rialzo dei prezzi dell’energia non risparmia alcun settore, compreso quello industriale, i cui prezzi alla produzione hanno fatto segnare un +0,5% rispetto a febbraio e un +1,7 rispetto al marzo 2009.

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