Il Mezzogiorno fa ancora fatica

meridioneBankitalia lancia l’allarme sul Mezzogiorno, è ancora troppo indietro sui servizi essenziali quali istruzione, giustizia civile, assistenza sociale, trasporti e Sanità. Se nel 2008 la contrazione del PIL al nord è stata dello 0,9% al sud si è registrato un -1,4%., mentre il calo dell’occupazione nel terzo trimestre del 2009 del 4,1% in meridione è nettamente più marcato del calo dello 0,6% del nord. È chiaro che il sud sta procedendo a passo molto lento.

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Il Governatore della Banca d’Italia evidenzia il fatto che il Mezzogiorno rimane il territorio arretrato più esteso e più popoloso dell’area euro, un dato che non può rendere l’Italia orgogliosa. Sempre per il governatore i sussidi sono generalmente inefficaci e creano distorsioni penalizzanti per gli imprenditori più capaci. Draghi è convinto che occorra migliorare i servizi, con politiche mirate e concrete da parte del governo. Inoltre sottolinea la mancanza di divergenze tra il mercato creditizio del nord e del sud, segno che le imprese possono contare di un buon apparato finanziario in entrambe le aree.

Ripetitivo il discorso sulla criminalità organizzata. Ovvio che il male che affligge il sud è da imputare in gran parte alla criminalità organizzata, ma non sono da sottovalutare le colpe di uno Stato che non riesce ad avere un controllo territoriale in grado di contrastare il fenomeno. Un esempio a caso può essere la norma sull’asta dei beni confiscati alla mafia, tale norma permette indubbiamente a Cosa nostra di rientrare in possesso dei beni che lo Stato le ha tolto. La lotta alla mafia fa perciò un passo indietro.

Giuseppe Raso

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