Imprese, pesa la crisi: nel 2011 sono fallite 9mila aziende

Ogni giorno, in Italia, falliscono poco più di 30 imprese: è questo il sunto della raccolta dati proposta da Crisis D&B, la società del gruppo Crif specializzata nelle informazioni di carattere creditizio. Si è calcolato come nei primi nove mesi del 2011, in Italia siano fallite più di 9 mila imprese, quasi mille al mese. Un dato fortemente negativo che penalizza anche il mondo del lavoro, dato il continuo ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti. Inoltre c’è un netto aumento degli insoluti per le banche, che sempre più non vedono restituito il denaro prestato. Il settore più in sofferenza è quello della costruzione degli edifici, a differenza di molti anni fa quando era un traino per l’intera economia, non riesce a rialzarsi, a causa probabilmente del mercato del sub-appalto. Per quanto riguarda le zone che mostrano più imprese fallite, è la Lombardia quella con una quota più alta (1.872), seguita da Lazio e Veneto, dove le categorie d’impresa che risultano più propense ad un fallimento sono quella del settore manufatturiero (in Veneto), mentre nel Lazio è il settore dei servizi. “Sta diventando fondamentale che le imprese adottino efficaci politiche di gestione del rischio, consentendo loro di conoscere in maniera più approfondita i partner con i quali instaurano rapporti commerciali” spiega Marco Preti, amministratore delegato di Crisis D&B.

Pietro Gugliotta

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