In Italia uno stagista su cinque ottiene il lavoro

Cosa è lo stage? Il tirocinio o stage indica un’esperienza in azienda di durata molto variabile, allo scopo principale di apprendimento e formazione – prosegue Wikipedia – allo stagista, quindi, non si applica nessun contratto nazionale, sia per la parte normativa (malattia, ferie, maternità, ecc.) che retributiva (salario minimo mensile). Lo stagista non ha diritto a una retribuzione, contributi previdenziali, ferie retribuite, maternità, congedi, indennità di malattia, scatti di anzianità, non è previsto nessun preavviso (o indennità di mancato preavviso) in caso di licenziamento o dimissioni. Ogni anno, in Italia, vengono attivati non meno di 400mila stage. Vi presentiamo i risultati emersi dal sondaggio condotto, dall’Isfol e da ‘Repubblica degli stagisti‘, su quasi 3.000 stagisti italiani. La situazione per gli stagisti italiani è abbastanza tragica: infatti solo uno stagista su cinque, al termine del periodo di tirocinio ottiene il lavoro. Il 21% degli stage si conclude con l’offerta di un lavoro, nel 2,3% dei casi a tempo indeterminato. Al 5,6% degli stagisti, viene offerto un lavoro a tempo determinato: nel 6,4% dei casi sotto forma di contratto a progetto o collaborazione occasionale nel 6,8%. Poco più del 21% degli stage si conclude con l’offerta di un lavoro, e solo nel 2,3% dei casi a tempo indeterminato. Mentre nel 5,6% il lavoro offerto a conclusione del tirocinio è a tempo determinato e, sotto forma di contratto a progetto o collaborazione occasionale, nel 6,4% e 6,8% delle proposte rispettivamente. Emerge dunque che oltre la metà degli stage, il 52,5%, si conclude  senza una proposta lavorativa. Invece nel 17,4% dei casi, il datore di lavoro propone allo stagista, una proroga dello stage.

Pietro Gugliotta

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