Inchiesta Lactalis-Parmalat, avviate le perquisizioni

Nei giorni scorsi, nell’ambito dell’inchiesta legata alla vicenda Lactalis-Parmalat, sono partite una serie di perquisizioni nelle sedi di alcune società. La serie di perquisizioni è stata approvata dal pubblico ministero Eugenio Fusco, che sta indagando proprio sulla scalata di Lactalis a Parmalat, nell’inchiesta per aggiotaggio e insider trading. I militari del Nucleo valutario della Guardia di Finanza di Milano dunque hanno visitato alcune sedi di società collegate all’operazione effettuata da Lactalis. Nel registro degli indagati attualmente figurano quattro persone:
Fabio Canè, responsabile progetti speciali e Private Equity di Banca Intesa
Patrizia Micucci, moglie di Canè e responsabile Coverage & Investment Banking di Sociéte Générale
Massimo Rossi, candidato nel Cda di Parmalat nella lista presentata dai tre fondi esteri che avevano ceduto le quote Parmalat a Lactalis
Carlo Salvatori, presidente di Lazard Italia, advisor degli stessi fondi esteri.
Fabio Canè è indagato per insider trading, mentre per gli altri tre il reato configurato al momento è quello di aggiotaggio. Fra le otto società che hanno subito la perquisizione del Nucleo valutario della Guardia di Finanza di Milano, ci sono anche Banca Agricole, Intesa Sanpaolo e Sociéte Générale. I finanzieri hanno anche perquisito le sedi dei fondi Skagen, MacKenzie e Zenit, che con la cessione delle loro quote in Parmalat, hanno permesso a Lactalis la scalata. In un comunicato rilasciato dall’azienda francese, “Lactalis e ha ribadito la correttezza del proprio comportamento ed evidenza che al momento non è oggetto di alcuna indagine giudiziaria. Certo della totale correttezza e trasparenza delle sue operazioni di acquisto di azioni di Parmalat S.p.A., il Gruppo Lactalis è a completa disposizione delle autorità”.

Pietro Gugliotta

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