Indennità di disoccupazione: Draghi chiede una revisione

In un discorso all’Università di Padova, dove gli è stata conferita una laurea honoris causa in statistica, il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi spezza una lancia a favore del governo, affermando che quanto fatto finora per il mondo del lavoro è già moltissimo, ma avverte che un passo avanti deve essere ancora fatto, per andare a coprire quella parte di popolazione esclusa dagli ammortizzatori sociali, che dovrebbero essere più capillari in quanto mezzi di sostegno per i cittadini. Per il governatore l’indennità di disoccupazione resta ancora modesta e la cassa integrazione è essenzialmente limitata ai comparti industriali, dunque ancora troppi gli esclusi.

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Per la riforma dell’indennità di disoccupazione sono favorevoli i sindacati, è da tempo che richiedono a gran voce e con urgenza più tutele per i lavoratori che sono esclusi dal sistema, ma i consensi arrivano anche dal mondo politico, in particolare dall’opposizione, mentre la maggioranza non commenta, in quanto è quest’ultima ad avere in mano la patata bollente, e mettere mano al portafoglio in tempi di crisi non è cosa facile.

L’esigenza di una revisione nasce soprattutto dall’obiettivo di rafforzare sia l’efficienza produttiva che l’equità sociale, quest’ultima non sempre garantita. Il governatore ha fatto notare come questo inizio di ripresa economica sia dovuto soprattutto alle misure adottate dal governo per attutire gli effetti della crisi economica, dunque il dato che mostra una crescita nel terzo trimestre 2009 in termini di PIL è un dato che va preso con le molle e valutato con cautela, proprio perché frutto della spinta delle misure eccezionali. Un dato su tutti: i consumi che crescono grazie agli incentivi auto, ossia grazie ad una misura esterna al mercato. C’è da chiedersi se il mercato è ora in grado di andare avanti da solo, senza alcun intervento governativo.

Giuseppe Raso

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