Inflazione: economia italiana in ripresa a Maggio

Secondo i dati comunicati dall’Istat, l’inflazione avrebbe registrato, a Maggio, un aumento dello 0,3% su base mensile. Tuttavia, la stima annuale vede ancora un calo, ora però attestato a -0,3%, contro il -0,5% di Aprile. I prezzi dei beni alimentari aumentano nei supermercati, ma calano in campagna, soprattutto a causa delle misure prese contro la Russia, che hanno praticamente azzerato le esportazioni e messo in crisi moltissime aziende agricole, non solo italiane.

Inflazione: Coldiretti lancia l’allarme per le campagne

Una ripresa a metà quella dell’economia italiana nel mese di Maggio. Come rivelano i dati Istat, infatti, se da una parte i prezzi alimentari sono aumentati dello 0,2%, dall’altra è allarme campagne, con una pesante deflazione. L’embargo russo ha causato il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli: -18% per il grano duro, -24% per il latte in stalla e addirittura -38% per l’olio d’oliva. La gravità della situazione è testimoniata in particolar modo dagli allevatori che dichiarano di non riuscire a coprire nemmeno i costi dell’alimentazione per il bestiame. Nel frattempo però arrivano anche i dati Inps sull’occupazione, e la Cassa Integrazione è finalmente in calo, con una diminuzione del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Aumento del 2% invece per la Cassa Integrazione Straordinaria, con un numero di ore autorizzate a Maggio pari a 40,1 milioni.

Istat: la vera ripresa solo in Autunno

Secondo quanto stimato dall’Istituto Nazionale di Statistica, l’inflazione resterà negativa ancora per tutti i mesi estivi, nonostante un piccolo aumento registrato a Maggio. Un recupero più corposo dell’indice dei prezzi al consumo dovrebbe verificarsi a partire dall’autunno. Un dato positivo registrato nella prima parte del 2016 riguarda senz’altro l’industria manifatturiera, in forte crescita in Europa, ma soprattutto in Italia. Dando un’occhiata all’estero, l’indice dei prezzi resta stabile nel Regno Unito deludendo le aspettative degli analisti che avevano previsto un piccolo aumento. Bene i prezzi dei trasporti, dei ristoranti, degli alberghi e dei servizi di comunicazione, ma male l’abbigliamento, i prodotti alimentari e le attività ricreative e culturali. In Francia si è registrato invece, su base mensile, un aumento dello 0,4%, andando oltre le aspettative. La scorsa settimana l’Ocse aveva comunicato che: la Bce dovrebbe impegnarsi esplicitamente a mantenere la politica monetaria accomodante non aumentando i tassi di interesse o non restringendo il bilancio e trattare i rischi per il raggiungimento del target simmetricamente”, poiché la situazione dei prezzi, secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, non è affatto soddisfacente e soprattutto rimane un forte “rischio paese”, in particolare lì dove, come in Italia, il settore bancario è in forte crisi.

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