Istat: “Anche prostituzione e contrabbando nel calcolo del Pil”

Der Euro kommt: Ab 1. Januar 2002 offizielles ZahlungsmittelSeguendo le istruzioni dell’Eurostat, l’Istat modificherà i parametri utili per il calcolo del Pil. Infatti, su suggerimento dell’ente europeo, l’Istituto nazionale di statistica ha infatti inserito le attività illegali nel calcolo del Pil. Questa nuova metodologia sarà utilizzata a partire dal 2014, una situazione che verrà recepita anche dagli altri Paesi europei. Fra le voci del Pil dunque troveremo la prostituzione, il contrabbando di sigarette o alcol, il traffico di stupefacenti. “Il Pil misura tutta l’attività economica, sia dichiarata che sommersa. Il sistema europeo di statistica attualmente in uso (ESA 95) è basato su standard internazionali che includono stime del sommerso nel calcolo del Pil (attività illegali, produttori in nero, evasori, etc) e quindi richiede anch’esso gli stessi dati”, spiegano dall’Istat. In realtà, le attività economiche sommerse non cambieranno di molto il risultato del Pil, ma daranno maggiore armonia al sistema di analisi delle attività illegali e daranno un quadro più preciso dell’economia di quel determinato Paese. Come anticipato, alcuni analisti sostengono che questo inserimento non sconvolgerà positivamente il Pil delle nazioni: per migliorare il Pil, bisognerebbe rendere legali queste attività illegali, in questo modo le entrate fiscali sarebbero in crescita. Dura la reazione del senatore Carlo Giovanardi, che non accetta questa situazione. “Quando si va sul piano dell’illegalità si possono fare solo dei calcoli presunti. C’è il rischio di incorrere nella balla colossale dei 60 miliardi di euro che ci costerebbe ogni anno la corruzione”.

 

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