Istat, crollo del 6.2% del prezzo dei prodotti agricoli

Il quadro del mondo dell’agricoltura che viene fuori dallo studio Istat non è dei piu rosei: infatti il prezzo dei prodotti agricoli è netto crollo (-6.2%) e i costi degli agricoltori sono in aumento dell’1.8%. Ecco un estratto del comunicato Istat:
“Nel primo trimestre del 2010, sulla base dei dati pervenuti, l’indice dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori, è risultato pari a 121,6, registrando un incremento dell’1,8% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% rispetto al primo trimestre del 2009. Nello stesso periodo l’indice dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è risultato pari a 107,1 segnando diminuzioni dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e del 6,2% rispetto allo stesso trimestre del 2009. Per quanto riguarda i prodotti venduti dagli agricoltori, l’indice dei prezzi dei Prodotti vegetali 1 ha registrato, su base tendenziale, una variazione negativa del 7,3%; al netto di Frutta e Ortaggi l’indice ha segnato una diminuzione molto più contenuta (-2,1%). Le diminuzioni maggiori sono state registrate per Ortaggi e piante (-14,4%), Cereali (-10,5%), Vino (-8,8%) e Frutta (-8,2%). Un aumento significativo su base tendenziale è stato invece riscontrato per le Foraggere (+22,5%)”.
Il settore dunque è in crisi: come afferma la Confederazione Italiana Agricoltori, è in un stato di emergenza. “Nelle prossime settimane la situazione si aggraverà ulteriormente perchè finirà la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate di montagna e la mancata reintroduzione del bonus gasolio per le serre”. Tutto ciò va ad aggravare un quadro ben preciso: negli ultimi dieci anni ben 500 mila aziende agricole hanno dovuto chiudere. Secondo le stime della Confederazione Italiana Agricoltori, questo numero potrebbe incrementare sempre di piu, altre 250mila aziende potrebbero cessare l’attività. “Siamo in presenza di un quadro allarmante che, purtroppo, si continua ad ignorare. Serve, dunque, un cambiamento di rotta da parte del Governo che deve riprendere le redini per un vero progetto di politica agricola, dando così vita alla Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, solennemente annunciata nel 2007 e poi lasciata cadere”.

Pietro Gugliotta

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