ISTAT: incertezza, precariato e andamento dei prezzi debole

L’ultimo rapporto ISTAT del 2016 non è rincuorante. La ripresa dei consumi è insufficiente, il livello di occupazione sembra stabile, ma aumenta il precariato. 2,2 milioni di famiglie vivono senza reddito da lavoro, la popolazione diminuisce e invecchia, aumentano gli italiani in sovrappeso e solo una famiglia su 3 può essere definita “tradizionale”. Dati alla mano, la situazione è abbastanza preoccupante e il sistema di protezione sociale italiano è considerato, a livello europeo, uno dei meno efficaci.

ISTAT: Giovani troppo qualificati, anziani protagonisti

Secondo le statistiche, un ragazzo su tre tra i 15 e i 34 anni sarebbe troppo qualificato per il lavoro che svolge. In proporzione, il numero dei giovani “sovra istruiti” è tre volte tanto rispetto al numero dei super qualificati adulti. Sempre tra i giovani, regna il part time, però involontario. La percentuale dei contratti part time è del 77% per i giovani contro il 57% degli adulti. Dopo la laurea, solo il 53% dei giovani riescono a trovare un’occupazione ottimale e alle giuste condizioni. Per gli altri, i lavori più diffusi sono il commesso, il cameriere, il parrucchiere e l’estetista. Gli anziani, invece, sono sempre più protagonisti, secondo il rapporto dell’ISTAT. Un migliore stile di vita fatto di prevenzione, istruzione, benessere economico, controlli medici, ha allungato la vita delle persone. Ma non solo longevità: gli anziani arrivano alla vecchiaia in condizioni ottimali e partecipano attivamente alla vista sociale, sia nel lavoro che nel tempo libero. La popolazione, però, diminuisce: a Gennaio 2016 sono stati contati 60,7 milioni di residenti, con 139 mila unità in meno rispetto al 2015. Il rapporto anziano/giovane è di 161,1 a 100 e questo dato rende l’Italia uno dei Paesi più “vecchi” al mondo, in lotta per questo particolare primato con Germania e Giappone.

Anziani in piazza: chiesti gli 80 euro anche per le pensioni

Proprio gli anziani, protagonisti del momento in Italia secondo l’ultimo rapporto ISTAT, scendono in Piazza per chiedere al Governo gli 80,00 euro nell’assegno della pensione, così come la stessa cifra viene erogata a tutti i lavoratori. I pensionati di Cgil, Cisl e Uil chiedono anche la completa parificazione fiscale con il lavoro dipendente, la separazione tra previdenza e assistenza e la rivalutazione piena degli assegni bloccati. Tra i sindacati, però, non c’è pieno accordo: mentre la Cisl frena, gli altri due propongono lo sciopero generale. Queste le dichiarazioni di Susanna Camusso di Cgil:

Se non ci saranno risposte alle richieste dei pensionati e a quelle delle confederazioni sulla modifica della legge Fornero sulla previdenza è perfettamente ragionevole pensare ad uno sciopero generale. Le cose si fanno così manifestando e scioperando se le risposte non ci sono.

L’incontro tra Governo e sindacati è previsto per il 24 Maggio, ma è molto probabile che risposte non verranno date. Renzi infatti ha già annunciato che molti degli argomenti toccati dalla protesta dei pensionati verranno trattati e risolti nella nuova legge di stabilità. Intanto, il Governo è disposto ad ascoltare i sindacati, per cercare di intavolare una trattativa pacifica all’insegna della cooperazione.

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