Il quadro che presenta l’Istat non lascia dubbi: l’Italia va verso la recessione. Per la prima volta dal 2009, il prodotto interno lordo è diminuito da un trimestre all’altro: il calo del -0.2% rispetto al trimestre precedente. Il terzo trimestre del 2011 dunque ci lascia in eredità un fattore di crescita negativo, come non succedeva dal quarto trimestre del 2009. “La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. Andamenti congiunturali negativi si rilevano per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%) e dell’industria (-0,1%). Il valore aggiunto dei servizi è rimasto stazionario” si legge nel comunicato di stampa dell’Istat. Rispetto al terzo trimestre del 2010, è stato rilevato un aumento dello 0.2%. Si parla di recessione, ma come spiegano dall’Istat, si entra in recessione solo quando si avverte una flessione del Pil in due trimestri consecutivi: dunque ci sarà moltissima attenzione per il prossimo trimestre, quello che si concluderà proprio a dicembre 2011. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentano i dati diffusi dall’Istat. “Senza misure di rilancio, completamente assenti nelle manovre avviate da questo e dal precedente Governo, ed in presenza della forte contrazione dei consumi, un andamento del simile del Pil era inevitabile”.

Pietro Gugliotta

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