Italia, la carta di credito contro la crisi

L’Italia è in difficoltà economica, non è un segreto. Come si fa ad arrivare alla fine del mese? Gli Italiani cercano di spendere il meno possibile, e per ovviare alla crisi, spesso cercano di far convergere stipendi e soldi liquidi sulle carte di credito. Questo metodo sta diventando il più utilizzato per tutti i tipi di pagamenti, dalla grande spesa (che in verità va rimpicciolendosi) al piccolo shopping nei negozi. Carte di credito bancarie (o di debito) oppure le carte prepagate: si dividono in queste due diverse tipologie, le seconde a dir la verità sono le più usate dai giovani che non possiedono molti soldi e un conto in banca. “Il Sole 24 Ore” ha intervistato il responsabile market planning & customer value di CartaSi, Francesco Pallavicino che ha spiegato le abitudini degli italiani nel campo delle carte di credito. “Lo scontrino medio è diminuito durante la crisi, da 108 euro è passato infatti a 106. Se si prende in esame la spesa media dell’ultima settimana del mese, poi, si registra un calo ancora più sensibile, da 102 a 99 euro. Ciò evidenzia una reazione del comportamento di spesa a una mutata condizione economica, effettiva o prospettica. L’intensità di utilizzo della carta è maggiore nei primi giorni del mese e si riduce gradualmente fino al minimo della quarta settimana, con una ripresa negli ultimi tre/quattro giorni del mese. Tale fenomeno si è accentuato nel periodo di crisi. Ciò mostra una riduzione della spesa al ridursi della liquidità disponibile, salvo un recupero successivo all’integrazione della liquidità. L’andamento decrescente mostra la volontà di utilizzare al meglio il vantaggio dell’addebito differito al 15 del mese successivo. Le spese effettuate il primo giorno del mese beneficiano così di un periodo maggiore di valuta, 45 giorni, che si riduce gradualmente al trascorrere del mese. In sintesi il comportamento del titolare della carta evidenzia la capacità di adeguare l’utilizzo dello strumento alle condizioni economiche del momento”. Gli fa eco Davide Steffanini, direttore generale Visa Europe: “I consumatori italiani in un periodo di crisi, preferiscono usare la carta di debito, piuttosto che quella di credito, perché ritengono di avere un maggior controllo sulle spese. L’utilizzo di questo strumento, infatti, nel 2009 è cresciuto di circa il 7 per cento sull’anno precedente. Ma il fenomeno più prorompente, è dato dalla crescita delle carte pre-pagate, che hanno registrato un incremento anno su anno del 24 per cento. Anche in questo caso, pur anticipando spese ancora non sostenute, gli italiani manifestano la loro preferenza verso strumenti che garantiscono la certezza di ciò che si spende. In sostanza, le difficoltà economiche acuiscono i comportamenti tipici degli italiani: la propensione al risparmio e al consumo compatibile con le proprie disponibilità“.

Pietro Gugliotta

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