Iva, manca la copertura: ecco la strategia del Governo

Enrico LettaStanno per concludersi le “vacanze” dei nostri politici, ma l’esecutivo non ha interrotto la discussione sulla questione Iva. L’Europa è stata chiara: i Paesi dell’Ue devono riordinare l’imposta sui consumi. Infatti non si può prescindere dal rispetto di alcune richieste europee, come il risanamento dei conti pubblici, risanamento che passa inevitabilmente anche dalla questione Iva. Il Governo Letta nei mesi scorsi aveva spiegato che si sarebbe messo al lavoro per evitare l’aumento dell’Iva, l’aliquota infatti dovrebbe passare dal 21% attuale al 22%, il tutto nel giro di pochi mesi, dato che era stato prefissato per ottobre. Un aumento dell’Iva in questo momento sarebbe drammatico: i consumi infatti sono in calo, un eventuale aumento dell’Iva farebbe ovviamente aumentare anche i costi dei prodotti, deprimendo ancora di più i consumi. Il Governo, preso atto della difficoltà a reperire i fondi per evitare l’aumento al 22% dell’Iva, potrebbe fare un’altra operazione: far rientrare nel paniere agevolato nuove categorie di prodotti. Il paniere agevolato è quell’insieme di prodotti ritenuti molto importanti, che vengono tassati in maniera sicuramente inferiore rispetto al resto dei prodotti. Un esempio: se oggetti come abbigliamento, computer o benzina, sono considerati prodotti standard, dunque tassati al 21%, pane, pasta, giornali ecc. vengono tassati fra il 5 ed il 10%. L’Unione Europa però non permette di ampliare il paniere agevolato a tutti i prodotti, dunque bisognerà fare molta attenzione per non incorrere in sanzioni europee. Il Governo però ci sta pensando: ad ottobre incombe infatti l’aumento al 22% dell’Iva. L’impatto però potrebbe essere più leggero, se il Governo riuscirà ad inserire nuove categorie di spesa nel paniere agevolato.

 

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