Janet Yellen: intervenire sui tassi di interesse per migliorare economia USA

Il 14 e il 15 Giugno i funzionari della Federal Reserve si riuniranno per parlare della situazione economica degli Stati Uniti. La leader Janet Yellen ha già anticipato il proprio punto di vista sostenendo che aumentare in modo graduale il tasso di interesse overnight sarebbe un’azione appropriata e molto probabilmente, in tal senso, lavorerà la Central Bank nei prossimi mesi. L’obbiettivo, per i prossimi anni, è quello di portare l’inflazione al 2% e di migliorare il mercato del lavoro che è già sulla buona strada per produrre crescita.

Janet Yellen: L’America deve dire grazie a Ben Bernanke

Parlando venerdì presso l’Harvard University, la leader della Federal Reserve Janet Yellen ha espresso gratitudine nei confronti dell’ex governatore Ben Bernanke, per aver guidato la Banca Centrale dal 2006 al 2014, contribuendo in modo decisivo al superamento della crisi economica che nel 2008 ha colpito gli USA. Tali dichiarazioni hanno generato una certa perplessità, subito dimenticata per le successive parole della leader, dedicate ai tassi di interesse. E’ previsto un aumento graduale degli stessi e se ne parlerà all’Assemblea del 14 e 15 Giugno. Tuttavia, gli analisti si aspettano e si augurano che nulla verrà toccato prima del referendum in Inghilterra sulla Brexit. La questione dovrebbe quindi essere solo discussa, ma rimandata a Luglio, anche perché, nel caso il Regno Unito uscisse dall’Eurozona, potrebbero essere necessarie altre misure. La numero uno di FED ha anche escluso la presenza di una nuova crisi dietro l’angolo, nonostante la bolla speculativa sui prezzi delle abitazioni degli USA. Dopo queste dichiarazioni, la Borsa ha reagito bene e Wall Street ha chiuso in rialzo, anche se ci si attendevano notizie di una maggiore portata. Ora l’attenzione si focalizzerà sull’evento del 6 Giugno a Philadelphia, nel corso del quale la leader di FED potrebbe dare maggiori indicazioni sulla data prevista per l’aumento dei tassi.

Sulla Federal Reserve incombe l’ombra di Trump

Mentre Janet Yellen prende tempo sui rialzi dei tassi di interesse, lasciando investitori e mercato nell’incertezza, Donald Trump stupisce ancora e dichiara di puntare il posto di governatore della Federal Reserve. O meglio: il repubblicano in corsa alla Casa Bianca, se diventasse presidente, sostituirebbe l’attuale governatore con un’altra persona. Le motivazioni di questa eventuale scelta, secondo Trump, sono evidenti:

Non ho nulla contro Janet Yellen, è una persona molto capace e credo abbia fatto un lavoro utile, ma non è repubblicana.

L’attuale numero uno della FED ha infatti idee economiche molto diverse rispetto a Trump e molto probabilmente le indecisioni della Banca Centrale degli ultimi mesi, potrebbero derivare dalla forte pressione causata dall’ombra di Trump che incombe. Dal candidato repubblicano arrivano anche parole di risposta al Presidente degli Stati Uniti Obama che durante il G7 in Giappone aveva dichiarato di essere, insieme ai leader mondiali, profondamente scosso dall’ignoranza e dal comportamento di Trump. “Se i leader mondiali sono scossi da me è una cosa buona”, ha risposto il repubblicano. Dopo le dichiarazioni su FED ha però fatto marcia indietro sull’eventuale capacità di un suo governo di ripagare in otto anni i 19 mila miliardi di debito pubblico degli Usa.

  

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