Jeroen Dijsselbloem: Italia rispetti le regole, ma BCE apre ad aiuti

Sono dure le parole del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, soprattutto in merito agli aiuti pubblici che l’Unione Europea (non) dovrebbe dare ai singoli Stati. L’Italia, sempre alle prese con i problemi causati dalla situazione delle banche nazionali (Montepaschi in primis) è stata una delle dirette interessate coinvolte nel discorso del presidente. La BCE sostiene invece che dopo l’evento Brexit non sia questo il momento di negare il sostegno pubblico per migliorare la stabilità delle banche dei Paesi dell’Unione.

Jeroen Dijsselbloem: l’Italia ha perso il suo treno, ora regole più severe

Intervenuto a L’Aja, il presidente della Commissione UE ha ribadito che molti Stati dell’Unione hanno ristrutturato le proprie banche con mezzi pubblici; l’Italia non lo ha fatto quando poteva ed ora non può raggirare le nuove regole. Le nuove norme di cui parla Jeroen Dijsselbloem prevedono aiuti solo nel caso in cui si rischi l’instabilità. Il primo passo deve invece essere la conversione delle obbligazioni subordinate in capitale. Non è dello stesso parere il vice presidente della Banca centrale Europea Vítor Constâncio, che ha risposto così al capo dell’Eurogruppo:

La situazione attuale, con nuovi cali delle azioni dopo Brexit, merita una profonda riflessione sull’opportunità di superare alcune imperfezioni del mercato con un po’ di sostegno pubblico.

E’ chiaro che anche per lui le regole vadano applicate, ma occorre considerare le diverse situazioni nel loro complesso, prima di prendere posizioni dure e nette.

Matteo Renzi deve salvare Monte dei Paschi di Siena se vuole salvare se stesso

Nonostante il premier italiano si sia spesso vantato delle buone relazioni che avrebbe egli stesso instaurato all’interno del Parlamento Europeo, oggi è costretto a trovare, da solo, 10 miliardi di euro per salvare MpS. Sulle regole europee c’è ancora molta confusione. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem dice no agli aiuti all’Italia, il vice presidente della BCE dice forse. Fatto sta che per il Governo italiano e soprattutto per il Partito Democratico, ogni giorno che passa accusano un colpo in più che potrebbe sancire, a breve, la caduta del Premier italiano.

Nel frattempo, il cda dell’istituto senese si è riunito per discutere le richieste dell’UE e le parole del presidente dell’Eurogruppo, scegliendo per il momento di non replicare dato che ci si trova attualmente in fase di negoziazione. La BCE deciderà entro fine luglio, mentre MpS sarà chiamata a presentare il proprio piano di ristrutturazione entro il 3 ottobre.

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