La Corte dei Conti bacchetta le Regioni

Il presidente di sezione della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo è intervenuto al termine della presentazione del rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica. “Gli strumenti di controllo della spesa hanno funzionato meglio che in passato, ma il fondo del barile è stato raschiato a sufficienza” queste le parole di Mazzillo. Secondo la magistratura contabile, ci sono margini strettissimi per intervenire sul fronte della spesa statale.
La compressione di beni e servizi, che vengono finanziati attraverso la spesa statale, sotto una certa soglia è difficile da realizzare e anche inopportuna. E’ in questo contesto che sono maturate, infatti, le condizioni per l’accumulo di una massa rilevante di debiti occulti e per l’abnorme espansione dei ritardi nei pagamenti ai fornitori delle amministrazioni”. D’accordo sul taglio degli stipendi ai dipendenti pubblici con gli stipendi più elevati, il consigliere della Corte dei Conti, Mario Nispi Landi. “Tutto può servire, ma l’ipotizzato taglio agli stipendi più elevati di magistrati e pubblici dipendenti più che fare cassa, serve a dare un segnale di equità, perchè il gettito è poco”.
“C’è un limite etico, lo Stato – si legge nella nota della Corte dei Conti – non può sollecitare più di tanto e fare pubblicità per far giocare di più i cittadini.  Bene invece tagliare le gambe al gioco clandestino”. Capitolo a parte per gli Enti locali. “Le amministrazioni locali hanno rispettato ampiamente i limiti fissati dal patto di stabilità interno per il disavanzo, mentre sul rilancio economico hanno avuto più difficoltà a causa della rigidità dei meccanismi. Al contrario le Regioni, che rispetto a un obiettivo di riduzione della spesa dello 0,6% hanno registrato un aumento del 4,4%, anche a causa delle misure di alleggerimento del patto per la salute introdotte nel 2009″.

Pietro Gugliotta

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