La crisi del Portogallo è grave: lo conferma il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Purtroppo non c’è bisogno un programma di aiuti intermedio, il Portogallo va aiutato in maniera più importante e questo intervento va fatto nel più breve tempo possibile. “La situazione è grave, delicata e urgente, ma sulla base delle regole esistenti non è possibile pensare a nient’altro che ad un programma a medio termine, con condizioni molto severe e con varie tranche”. Dunque viene bocciata a priori la possibilità di un prestito ponte per il Portogallo, che a questo punto dovrà ricevere un programma d’aiuto ben definito, ma il tempo passa ed ogni minuto può essere prezioso. “I tempi sono stretti e il calendario è difficile, al momento è in atto una missione di esperti Ue-Bce-Fmi, a Lisbona, per trovare una soluzione” ha spiegato Barroso, che ha confermato come l’Unione Europea sarà molto vigile su questa situazione e più in generale sulla concessione di prestiti definiti “ponte”. “I prestiti saranno quindi subordinati a condizioni molto severe, a partire da un programma molto impegnativo per l’aggiustamento dei conti e le riforme strutturali”. Neanche l’idea delle elezioni anticipate del 5 giugno in Portogallo ha potuto ammorbidire la linea della Commissione Europea. “Conto sul senso di responsabilità di tutti coloro che dovranno decidere, perché la situazione è grave. Ho fiducia nel Portogallo e nella sua capacità di garantire un programma ambizioso che dovrà ridare fiducia all’economia e garantire una crescita sostenibile che possa creare occupazione. Da parte sua, la Commissione farà l’impossibile per garantirlo” ha concluso José Manuel Barroso.

Pietro Gugliotta