La Ue manda 78 miliardi di aiuti al Portogallo

E’ stato raggiunto nelle scorse ore l’accordo fra il governo portoghese  e l’Unione Europa e gli organismi economici della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, per avviare il piano di salvataggio del Portogallo. Infatti l’accordo raggiunto nelle scorse ore prevede il prestito di 78 miliardi di euro in tre anni, prestito ovviamente seguito da un piano di salvataggio che prevede tagli nelle spese del Portogallo. Il programma però non prevede la vendita delle quote nella Caixa Geral de Depositos, la cassaforte delle partecipazioni pubbliche portoghesi. Positivo il giudizio del primo ministro dimissionario Josè Socrates. “È un buon accordo. Naturalmente non esistono programmi di assistenza finanziaria che non implichino molto lavoro”. Lo stesso Josè Socrates ha confermato che il piano non obbliga il Portogallo ad attuare una politica molto aggressiva in fatto di tagli: infatti non saranno ulteriormente decurtati i salari del settore pubblico. Numericamente, questo piano auspica il calo del deficit del Portogallo in maniera graduale: passando dal 5.9% del Pil nel 2011, al 4.2% nel 2012, e sotto la soglia del 3% nel 2013. Il piano verrà ufficialmente approvato dall’Ecofin il 17 maggio, proprio in tempo perchè il Portogallo possa affrotnare la scadenza dei titoli pubblici, scadenza fissata per giugno. Unico dubbio è la posizione della Finlandia, unica nazione contraria a questo piano di salvataggio del Portogallo: se la Finlandia voterà parere negativo, il piano che richiede l’unanimità dell’Ecofin sarà bocciato, di conseguenza il Portogallo dovrà rinunciare a questi 78 miliardi di euro.

Pietro Gugliotta

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