Lavoro: cresce il tasso di disoccupazione

disoccupazioneÈ dall’aprile del 2004 che il tasso di disoccupazione non registrava dati così negativi, l’ISTAT ha infatti rilevato un tasso dell’8,2%, rivedendo al rialzo il dato diffuso nelle scorse settimane dell’8%. Il numero dei disoccupati è dunque salito a 2.039.000 unità. Nel terzo trimestre del 2009 si è registrato un calo dell’occupazione di 508 mila unità, -2,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Circa 386.000 posti sono stati persi nel settore industria. Il tasso di occupazione è dunque calato dal 59% al 57,5%. A livello territoriale nel terzo trimestre del 2008, il Nord ha mostrato un calo dell’occupazione pari al 2,3%, il mezzogiorno ha invece fatto registrare un -3%, mentre il centro un più contenuto -0,8%.

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Dai dati ISTAT si evince come il calo dell’occupazione abbia riguardato soprattutto lavoratori autonomi, collaboratori e dipendenti a tempo indeterminato. Confindustria lancia l’allarme, in base ai dati del rapporto del Centro Studi, sono stati bruciati 470 mila posti di lavoro, mentre 195 mila sono a rischio. Confindustria prevede una ripresa lenta e faticosa, ostacolata da venti contrari. Nel 2010 il PIL previsto sarà dell’1,1%, per poi salire a 1,3% nel 2011. Tenendo conto dei tassi di crescita potenziali, solo nel 2013 l’Italia tornerà ai livelli pre-crisi. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha affermato che “c’è ripresa ma anche crisi”, aggiungendo che i segnali di miglioramento non mancano, ma il percorso per tornare ai vecchi livelli è ancora lungo.

Se in Italia la situazione del mercato del lavoro peggiora, in altri paesi come Germania e Stati Uniti, si registrano tassi di disoccupazione in calo. A questo punto c’è da chiedersi se le politiche attuate dal governo siano realmente efficaci e cosa ci aspetta in futuro.

Giuseppe Raso

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