L’Unione Europea multa il cartello degli schermi piatti

Sei aziende asiatiche sono state punite dall’Unione Europea: si tratta di sei aziende asiatiche costruttrici di schermi piatti a cristalli liquidi, ossia gli schermi LCD, sia per televisori che per computer. La Commissione Europea ha dunque multato Samsung Electronics, Lg Display, AU Optronics, Chimei Innolux Corp., Chunghwa Picture Tubes, HannStar Display Corp. La multa complessiva che la Commissione Europea ha inflitto ieri è di 649 milioni di euro: l’unica società che riuscirà a cavarsela senza sborsare un euro, è la Samsung. Infatti l’azienda coreana è stata la prima che ha collaborato a questa inchiesta, dunque godrà dei benefici che la Commissione Europea offre in ambito di cooperazione. Anche LG ha collaborato, diciamo parzialmente, ed è stata esclusa dal pagare il 50% della multa che gli è stata inflitta. Ecco la lista delle multe che le cinque aziende restanti dovranno pagare:
LG: multa di 215 milioni di euro,
AU Optonics: multa di 116.8 milioni di euro,
Chimei: multa di 300 milioni di euro,
Chunhwa: multa di 9,025 milioni di euro,
HannStar: multa di 8,100 milioni di euro.
Joaquim Almunia ha commentato così le sanzioni inflitte dalla Commissione Europea. “Le aziende straniere, come quelle europee, devono capire che se vogliono fare affari in Europa devono giocare pulito. Le aziende colpite oggi erano consapevoli di infrangere le regole della concorrenza, ma andavano avanti nel pianificare la loro condotta illegale. L’unica comprensione che abbiamo mostrato è stata per quelli che si sono fatti avanti per denunciare il cartello e fornire le prove della sua esistenza”.

Pietro Gugliotta

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