Marcegaglia: “Fiat fuori da Confindustria? Non condivido le motivazioni”

La notizia dell’abbandono di Fiat a Confindustria ha scatenato diverse reazioni. In realtà si pensava che le dichiarazioni dei mesi scorsi di Sergio Marchionne, che dichiarava come non ci fossero più le condizioni affinchè la Fiat potesse restare all’interno della Confindustria, fossero un fuoco di paglia, quasi una minaccia per riuscire ad ottenere un maggiore peso decisionale. Ma non è stato così. Non è tardata la replica di Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria. “Pur rispettando la decisione perchè Confindustria è una libera associazione di imprese, non condividiamo le motivazioni di Marchionne in base alle quali ha deciso di uscire dalla nostra associazione. Mi ricordo che Marchionne mi aveva mandato una lettera a fine giugno, dopo l’accordo interconfederale del 28 giugno dicendomi che apprezzava l’accordo e aveva bisogno della sua validità retroattiva degli accordi di Pomigliano e Mirafiori e che se questo non fosse accaduto sarebbe uscito da Confindustria” dichiara la Marcegaglia. In effetti l’accordo è poi arrivato, infatti l’articolo 8 aveva effetto retroattivo ed era valido per i due stabilimenti dell’azienda del Lingotto. “Marchionne dice che la sottoscrizione dell’accordo interconfederale avrebbe depotenziato l’art. 8 ma questo non è vero” spiega il presidente di Confindustria, che continua a sostenere come le motivazioni scelte da Marchionne non siano valide e sostenibili. “Ho ricevuto il parere dei tre giuslavoristi italiani importanti, che dicono esattamente il contrario e cioè che la sottoscrizione definitiva del 28 giugno non mina minimamente la portata e l’efficacia dell’art. 8, anzi in un certo senso lo rafforza e quindi questo tipo di motivazioni non stanno in piedi dal punto di vista tecnico” conclude la Marcegaglia. E’ chiaro che l’uscita di Fiat dalla Confindustria è importante anche perchè costringe l’associazione degli industriali a rinunciare ad un valore molto importante economicamente. Marchionne ha confermato che l’uscita di Fiat è definitiva e sarà molto improbabile che l’azienda del Lingotto possa rientrare in futuro all’interno di Confindustria.

Pietro Gugliotta

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