Marcegaglia: “Il salario minimo rischia di disincentivare al lavoro”

Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, lancia un messaggio piuttosto forte al ministro del Lavoro, Elsa Fornero: considerando tutte le “ristrutturazioni” del sistema lavorativo, è essenziale che gli ammortizzatori sociali non vengano toccati, almeno per i prossimi due anni e mezzo. “Abbiamo detto al ministro che siamo anche disponibili a ragionare su una nuova architettura, però poi bisogna verificare bene qual è la più efficiente” spiega la leader di Confindustria, che poi concentra le proprie critiche sul salario minimo. “In una situazione come quella italiana il salario minimo rischia di disincentivare al lavoro. Abbiamo un tasso di occupazione troppo basso, rischiamo di avere a salario minimo 20 milioni di persone” chiarisce la Marcegaglia, che poi conferma l’apertura alle organizzazioni sindacali. “Siamo aperti a ragionare, con i numeri, in modo serio, non erigiamo nessuna barriera contro. Su alcuni punti mi pare che abbiamo visioni comuni, come sugli ammortizzatori e sulla flessibilità in entrata. Su altri punti vedremo. Noi vogliamo anche parlare di flessibilità in uscita, vedremo”. Ed in effetti i sindacati sembrano essere realmente d’accordo su alcuni punti, sia sul salario minimo che sulla cassa integrazione, tutto ciò potrebbe favorire la modifica di queste norme. A questo punto la riforma del lavoro potrà avere un percorso più rapido ed agevole.

Pietro Gugliotta

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