Marchionne: “Grande rispetto per Napolitano, la Fiat perde solo in Italia”

Sergio Marchionne, è intervenuto al meeting di Comunione e Liberazione in corso nei giorni scorsi a Rimini. Tanti gli argomenti, dalla posizione della Fiat in Italia e nel mondo, all’economia di questi giorni e la chiusura è stata dedicata al caso dello Stabilimento di Melfi e degli operai licenziati. L’unica area del mondo in cui Fiat è in perdita è l’Italia. Trovo assurdo che la Fiat sia apprezzata e riceva complimenti ovunque fuorché in Italia. Non ci aspettiamo fanfare ma neanche fischi. La Fiat è sempre la stessa sia che si guardi all’Europa agli Stati Uniti o al Sud America. I principi della Fiat sono uguali in ogni parte del mondo, è un’azienda seria, gestita da persone serie con forti cariche e patrimonio di valori. In Italia ci manca la voglia e abbiamo paura di cambiare. In questi giorni c’è una contrapposizione fra due modelli: uno difende il passato e l’altro che vuole andare avanti. Se non lasciamo alle spella vecchi schemi non ci sarà spazio per vedere nuovi orizzonti. A volte penso che gli sforzi di Fiat in Italia non siano compresi. Non siamo più negli anni Sessanta non c’è una lotta fra capitale e lavoro, fra padroni e operi. Se l’Italia non riesca ad abbandonare questo modello di pensiero non raggiungeremo mai niente. Ora c’è bisogno di uno sforzo collettivo, un patto sociale per condividere impegni, sacrifici e consentire al Paese di andare avanti. Una occasione per costruire il paese che lasceremo alle nuove generazioni”. Sul caso Fiat-operai di Melfi, Marchionne poi ha aggiunto: “Ho grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suo ruolo istituzionale: per la sua posizione istituzionale accetto quello che ha detto come un invito a trovare una soluzione”.

Pietro Gugliotta

1 Commento

  1. alessio di benedetto

    LA FIAT CON MARCHIONNE CI HA RIPORTATO AL 1910 QUANDO L’ESERCITO E LE FORZE DELL’ORDINE SPARAVANO SULLA POLIZIA. Accadrà anche questo, dal momento che i kapò dell’Industria torinese si oppongono al decreto dei giudici, con spavalderia. Se fosse accaduto un fatto così increscioso negli anni Settanta avremmo avuto subito 2-3-milioni di cittadini in piazza, ma dopo 25 anni di lobotomizzazione-MEDIASET c’è da ricominciare a rieducare le persone a quelli che sono i loro diritti. Chi parla di ingerenze di Napolitano sulla magistratura, ha già fatto la sua ingerenza a nome della Fiat. Il Vaticano si schiera con gli operai? A chiacchiere: Berluska e Lega non avrebbero MAI vinto le elezioni senza il voto determinante dei cattolici che continuano a fare sempre gli stessi errori: appoggiano i dittatori, i latifondisti, i padroni, i capitalisti, salvo poi fare la bella faccia a chiacchiere. Vedasi la Santa Maria Gelmini che pronuncia una frase scrittale da Marchionne: “Sto con la Fiat, atto di coraggio…” Che cosa centri poi questa ignorante con i problemi sindacali dell’industria è un mistero della fede tutto italiano.
    Che continuino a votare Berlusklaun gli operai e questi saranno i risultati. Per quanto mi riguarda, dopo che la FIAT ha letteralmente rubato 65 anni dei nostri contributi, NON COMPRERO’ MAI PIU’ FIAT NEMMENO SE DOVESSE COSTARE LA META’ DELLE ALTRE AUTOMOBILI.

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