Marchionne: “Il nuovo contratto di Mirafiori? Vi spiego”

Lunghissima intervista concessa da Sergio Marchionne a “La Repubblica”. Il dirigente del Lingotto ha spaziato su molti argomenti, ma è chiaro che l’a.d. Fiat ha concentrato l’attenzione sulla notizia degli ultimi giorni, la ratifica dell’accordo – sancita dal referendum dei lavortori – per il nuovo contratto degli operai dello stabilimento Fiat di Mirafiori. “In caso di sconfitta nel referendum, avremmo lasciato Mirafiori: non certo per una ridicola rivincita. Semplicemente, non avremmo avuto altra scelta” esordisce il manager canadese. L’idea di riportare lo stesso metodo di lavoro anche a Mirafiori, è arrivata dopo l’accordo raggiunto anche nella fabbrica di Pomigliano. “Perché questo contratto c’è già a Pomigliano, e io non posso avere due sistemi diversi per la stessa azienda e lo stesso lavoro” chiarisce Marchionne, spiegando che non avrebbe mai accettato di ridiscutere il contratto con le associazioni sindacali. Sulle polemiche che hanno accompagnato il risultato, Marchionne risponde duramente. “Il referendum non l’ho chiamato io (anche se avrei partecipato volentieri, spiegando ai lavoratori le ragioni dell’accordo) né sono io che ho fatto le regole. Per me Mirafiori ha deciso, e io sto al risultato, che è un risultato molto importante”. Chiusura con una frecciatina: “La Fiat non crede nell’Italia? Guardi, io non ho mai fatto un investimento di così pessima qualità per l’azienda come quelli di Mirafiori e di Pomigliano.”

Pietro Gugliotta

Pietro Gugliotta

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