Marchionne: “La Fiat non ha utili in Italia”

Intervistato domenica sera, durante la trasmissione condotta da Fabio Fazio “Che tempo che fa”, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno lasciato in tanti perplessi. Infatti secondo Marchionne “la Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia“. Già, l’Italia per la casa automobilistica italiana è diventata un grosso peso, come testimoniano i dati economici portati avanti dall’a.d. del Lingotto. “Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia. Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre”. La situazione è dunque questa: la Fiat ha un grande successo e grandi utili all’estero, con delle produzioni che rispetto all’Italia sono meno problematiche e “low-cost”. Cosa si può fare per invertire la tendenza? Secondo Marchionne, l’idea di portare lo stipendio medio degli Italiani sui livelli europei, potrebbe essere una prima chiave positiva. “È un obbligo per la Fiat colmare il divario degli stipendi degli operai. Ma per fare questo non è possibile avere tre persone che bloccano un intero stabilimento, come a Melfi”. Sergio Marchionne inoltre parla degli incentivi statali ed in generale dell’aiuto dello Stato Italiano nei confronti della Fiat. “Tra il 2008 e il 2009 la Fiat è stata l’unica azienda che non ha bussato alle casse dello Stato diversamente da quanto fatto da molte concorrenti europee. Non voglio essere accusato di avere avuto aiuti di Stato. Gli incentivi sono soldi che vanno ai consumatori: aiutano parzialmente anche me, ma in Italia sette macchine comprate su dieci sono straniere. Con i soldi dello Stato americano risaneremo Chrysler. E ripagheremo il governo Usa con gli interessi e tutto. Gli aiuti ricevuti dallo Stato italiano li abbiamo ripagati”.

Pietro Gugliotta

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