Marchionne: “Se a Mirafiori vince il no, ci spostiamo in Canada”

Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, è intervenuto al Salone dell’Auto di Detroit, con un importante annuncio. “La Fiat è salita dal 20 al 25% di Chrysler. E ci sono le condizioni per salire al 51% entro l’anno, Fiat ha le risorse finanziarie per farlo anche adesso se necessario. La Fiat ha raggiunto la quota del 25% perché è stata adempiuta la prima condizione con la tecnologia Fiat certificata negli Usa”. Ma il vero nodo importante per la Fiat, in questi giorni, è quello dello stabilimento di Mirafiori: giovedi e venerdi si terrà il referendum con i lavoratori, che dovranno scegliere se approvare o no il nuovo contratto, già firmato da numerose sigle sindacali, tranne la Fiom che ha fatto già sapere di essere contraria. “Aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit. Sono cauto ma ottimista sul futuro, abbiamo l’intenzione di restituire gli aiuti ricevuti dai governi americano e canadese entro il 2011. Abbiamo un debito di gratitudine nei confronti di molte persone”, ha sottolineato Marchionne, riaprendo dunque possibili scenari di trasferimento della produzione, negli Stati Uniti o più probabilmente nel Canada. Sono molte le voci, i cosìdetti “piani alternativi” che la Fiat sta studiando, in caso di possibile bocciatura del contratto al referendum. Prima bisognerà però conoscere i risultati del voto, poi si deciderà la soluzione definitiva da attuare.

Pietro Gugliotta

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