Mario Draghi: ritardare le riforme non fa bene all’economia

Intervenuto alla quinta Padoa-Schioppa Lecture, Mario Draghi ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla situazione economica europea. Il Presidente della BCE ha parlato soprattutto di riforme, assolutamente necessarie per il rafforzamento dell’UE. Il ritardo di queste riforme avrebbe un costo troppo alto, secondo l’economista, e bisogna quindi procedere in modo veloce e sistematico, soprattutto in questo clima di grande incertezza. Un commento anche sulle banche, ancora in forte crisi soprattutto in alcune zone dell’Europa, come l’Italia. Anche in questo caso bisogna realizzare nuove regole, che vengano supportate e controllate dalle autorità competenti.

Mario Draghi: la BCE intende portare il tasso di inflazione al 2%

Uno degli obbiettivi principali della Banca Centrale Europea, in questo momento, è quello di portare il tasso di inflazione vicino al 2% nel breve periodo, anche se non si tratterebbe di un termine fisso. Mario Draghi ha spiegato che tale obbiettivo dipende da due fattori: se si affrontano delle condizioni avverse, occorre capire la natura delle stesse; in secondo luogo, molto dipende anche da come opera la politica monetaria. Per essere ancora più chiaro, il Presidente della BCE ha specificato: “Alcuni fattori disturbanti inevitabilmente deprimeranno l’inflazione più a lungo di altri. La recente successione degli shock del petrolio è un esempio”. L’economista si è espresso anche sul “triangolo” popolazione-migranti-lavoro. Si prevede che nei prossimi dieci anni la popolazione in età da lavoro diminuirà e anche la crescita dell’occupazione si arresterà gradualmente. L’integrazione dei migranti e le giuste riforme possono ritardare alcuni effetti, ma il declino della popolazione sembra essere cosa certa. Parole di stima poi per Portogallo e Spagna: “Le riforme attuate dal Portogallo con il suo programma di aggiustamento hanno ridotto il tasso di disoccupazione di tre punti percentuali fra il 2011 e il 2014. Allo stesso modo la riforma del mercato del lavoro spagnolo del 2012 è stata un fattore di stimolo per la crescita dell’occupazione”. In sostanza, l’Europa continua a chiedere riforme.

Mutui: l’eccezione che diventa la regola tranquillizza i cittadini

Mario Draghi lo ha confermato: i tassi resteranno bassi ancora a lungo. Ciò significa che chiedere un mutuo a tasso fisso con un costo minore del 2% e con variabili sul mercato che restino sotto l’1% sarà possibile. Con alcuni istituti di credito è possibile già oggi, ma dopo le parole del Governatore della BCE queste eccezioni potrebbero diventare la regola. Sulla questione è intervenuto anche il direttore marketing di MutuiOnline, Roberto Anedda, che ha spiegato che il basso costo del denaro nel lungo periodo consentirà anche alle banche di tagliare spread e gestire la concorrenza, riuscendo a creare offerte che attirino i clienti. Tuttavia, lo scenario generale prospettato dal numero uno della Banca Centrale Europea è tutt’altro che roseo. Oltre al declino della popolazione, non c’è da attendersi, per il futuro, un miglioramento delle retribuzioni, parallelamente, però, aumenteranno le spese sociali, soprattutto quelle mediche. La robotizzazione e i conti pubblici compromessi irrimediabilmente spingono ancora di più la situazione verso questo scenario che al momento sembra impossibile da cambiare.

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