Matteo Renzi: premier in visita in Cina, si parla anche di investimenti

Il Presidente del Consiglio è arrivato a Shangai dove tra qualche giorno si terrà il G20. Nella giornata di ieri è avvenuto l’incontro con il Presidente cinese Xi Jinping, poi il premier ha tenuto una conferenza all’Università Tongji di Shangai. Matteo Renzi ci ha tenuto subito a sottolineare come Italia e Cina siano ai primi posti del ranking dei siti Unesco per investimenti sui Beni Culturali, poi ha ringraziato per la vicinanza del governo cinese sulla tragedia del terremoto di Amatrice.

Matteo Renzi: aumenteremo gli scambi tra Italia e Cina

L’incontro avvenuto tra il Presidente del Consiglio e il capo di Stato cinese ha avuto anche l’obiettivo di porre le basi per diversi accordi che legheranno Cina e Italia dal punto di vista economico. Matteo Renzi si è soffermato sulla situazione attuale, spiegando che gli investimenti tra i due Paesi sono in aumento e ad oggi si contano 38 miliardi di euro di scambi. Tuttavia, il premier segnala una maldistribuzione di tale importo, trattandosi di 28 miliardi di importazione e solo 10 di esportazione, per quanto riguarda l’Italia.

Ne consegue che risulta necessario intervenire per migliorare e aumentare i reciproci investimenti. Infine, di fronte agli studenti dell’Università Tongji di Shangai, il Premier ha voluto concludere che:

La trasformazione in atto in Cina è molto interessante da questo punto di vista perché più si allarga la fetta della classe media e più ci sarà necessità di prodotti di qualità per lo straordinario e immenso popolo cinese e quindi le aziende italiane potranno esportare di più.

Cernobbio: è scontro tra Premier italiano e imprenditori per ricostruzione zone terremotate

Nel frattempo, prima della partenza per la Cina, il Presidente del Consiglio ha lasciato in Italia una scia di polemiche. Infatti, a Cernobbio è andato in scena un incontro a porte chiuse tra Matteo Renzi e diversi imprenditori italiani. Sembrerebbe che il Premier abbia intavolato una polemica nel momento in cui la ricostruzione di Amatrice e delle altre zone terremotate sono state definite un’opportunità economica da parte di alcuni imprenditori.

Premier e imprenditori ne sono usciti divisi: il primo continua a sostenere il piano decennale Casa Italia e i secondi hanno promosso, al contrario, interventi concreti a partire da subito.

Ad ogni modo, il Presidente ha rassicurato, come già fatto nelle ore immediatamente successive alla strage, che i soldi ci sono, che è possibile sfruttare anche il programma di flessibilità approvato dal Parlamento europeo e che il Governo italiano farà di tutto per controllare che i finanziamenti vengano gestiti correttamente.

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