Mercato dell’auto, annata deludente: solo 1.4 milioni di immatricolazioni

mercato-autoSiamo a metà dicembre, è già tempo di bilanci: il mercato dell’auto è uno di quei settori che ha patito di più la crisi economica che ha colpito l’Italia. Un settore in perenne calo, che ha perso tantissimo terreno rispetto al 2011, che in realtà non era stato un anno eccezionale. Il confronto è impietoso: rispetto alle immatricolazioni del 2011, c’è una flessione che supera il 20%. Le immatricolazioni sono realmente crollate, come dimostrano i numeri presentati da Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia. Infatti si pensa che il 2012 potrebbe chiudersi con una previsione di 1.4 milioni di immatricolazione: siamo ben lontani dai dati “fisiologici” degli altri anni, quando il mercato dell’auto italiano riusciva a chiudere l’anno solare con una quota di immatricolazioni vicina ai due milioni di veicoli. “Siamo in una lunga apnea che non può continuare. Ci vuole una politica industriale seria. Il nostro livello fisiologico dovrebbe tornare intorno ai 2 milioni, 1,8 milioni” spiega Vavassori. Il numero uno dell’Anfia ha le idee chiare: l’Europa intera è in crisi, ma viaggia a due velocità. “L’Europa è divisa in due settori: uno più deficitario nel sud e uno nel nord che, finora molto sano, sta dando segni di stagnazione”. Anche a livello di produzione, l’Italia resta molto indietro rispetto ai principali paesi europei: “la produzione italiana è scesa da 910mila unità del 2007 a 485mila nel 2011 e nei primi nove mesi del 2012 il calo si attesta al 18%. Nel 2012 produrremo poco più di 400mila autovetture, il 20% della Spagna, il 25% della Francia e un dodicesimo della Germania”.

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