Monti: “Servono sacrifi, rinuncio al mio stipendio”

Il premier Mario Monti, presentando la nuova Manovra economica, si è voluto rivolgere direttamente ai cittadini italiani: l’Italia può uscire da questo tunnel. E per farlo servono molti sacrifici, la manovra ne è piena, ma lo stesso premier ha voluto dare il buon esempio, rinunciando al proprio compenso, sia da Primo Ministro che da Ministro dell’Economia. Un segnale davvero positivo: “nel momento in cui mi tocca chiedere sacrifici a tutti i concittadini, mi è sembrato doveroso, come atto di sensibilità individuale, rinunciare al mio compenso. Vogliamo aiutare la politica a recuperare il rapporto con l’opinione pubblica. Della buona politica un paese ha bisogno”. Passiamo alla Manovra: l’obiettivo di Monti era quello di proporre alcune misure che non gravassero sulle fasce meno forti. “E’ previsto un intervento una tantum dell’1,5% per i capitali fatti rientrare con lo scudo fiscale” giusto per fare un esempio. Un duro “attacco” alle precedenti manovre: in Italia ha prevalso la politica che tendeva a mirare al presente, con l’interesse del tutto personale delle prossime elezioni, interesse che è prevalso sulle possibile politiche dedicate alle generazioni future. “A causa di quella politica i giovani italiani fanno così fatica a trovare lavoro, c’è squilibrio tra Nord e Sud e debito pubblico”. Ma questa manovra non contiene misure relative al mondo del lavoro: Monti conferma che queste verranno presentate nelle prossime settimane. Oltre a presentare nel dettaglio le misure riguardanti il mondo pensionistico, Monti ha annunciato “un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i trasporti e per gli orari degli esercizi commerciali”.

Pietro Gugliotta

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