Mutui impossibili, affitti troppo cari: gli italiani ripiegano sul cohousing

Non siamo ai livelli della Grecia, in cui una cinquantina d’isolette saranno date in affitto per 50 anni al fine di promuovere il business turistico e animare così la derelitta economia ellenica, ma anche da noi il forte vento della crisi si fa sentire. Uno dei settori maggiormente colpiti è quello immobiliare, che in questi ultimi anni ha assistito a un vero e proprio tracollo delle compravendite: ma se l’instabilità economica ha scoraggiato l’acquisto di una nuova casa, al contempo, ha ridato linfa al mercato delle locazioni.
La difficoltà ad ottenere un mutuo infatti ha spinto molti nostri connazionali a ripiegare su soluzioni temporanee: pur di riuscire a risparmiare qualcosa anche i lavoratori abbassano le pretese e invece di cercare un appartamento tutto per loro si accontentano di una sola stanza. In precedenza il fenomeno del cohousing era limitato quasi esclusivamente alla categoria degli studenti, ma adesso anche i monoreddito che vivono lontano da casa preferiscono ricorrere a questa tipologia di locazione.
Nelle grandi città poi è quasi obbligatorio: basta infatti controllare gli annunci relativi ad affitti a Roma o ad affitti a Milano per rendersi conto che il prezzo di una stanza oscilla tra i 423 e i 425 euro di media, con punte che superano i 700 euro. Ma la crisi porta con sé anche una buona notizia: i proprietari di appartamenti, che negli anni passati hanno investito i loro risparmi nel mattone, proprio in virtù delle spese crescenti per la gestione di un immobile si vedono costretti ad affittarlo a tutti i costi, arrivando anche ad abbassare le proprie pretese. Se quindi il locatario si dimostra una persona seria, con un reddito garantito e un comportamento esemplare, può riuscire a strappare un piccolo sconto nella richiesta d’affitto. Non saranno cifre astronomiche, ma anche un risparmio di pochi euro in tempi difficili è un gran risultato.

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