Nessun crollo dei consumi per questo Natale 2009

Alla fine il tanto temuto crollo dei consumi alimentari non è avvenuto, infatti gli Italiani hanno speso per festeggiare questo Natale oltre 3,2 miliardi di euro secondo stime della CIA. Addirittura rispetto alle festività dello scorso anno, c’è stata una crescita dei consumi alimentari dello 0,5%, in termini economici la spesa invece è cresciuta dell’1,2%. Nove famiglie su dieci ha trascorso queste feste a casa con amici e parenti.

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Trionfo del “made in Italy” sulle tavole italiane, dove non hanno trovato posto prodotti come lo champagne, il salmone e il caviale. Ecco la ripartizione della spesa degli italiani secondo le stime CIA, 1,1 miliardi di euro per carne e pesce, 630 milioni per primi piatti, 500 milioni per dolci, 420 milioni per vini e spumanti, 350 milioni per formaggi e salumi e 210 milioni per la frutta. Nel complesso i prodotti classici natalizi, tra i quali panettoni, pandori e spumanti hanno confermato la loro supremazia sulle tavole bandite a festa.

Ottanta milioni di bottiglie di vino stappate, con preferenza per i rossi, per gli spumanti invece si è registrato un aumento degli acquisti del 2,1%. Circa il 56% degli Italiani si è rivolto alla grande distribuzione, il 24% ai negozi tradizionali e il 18% ai mercati locali. La crisi, per lo meno a tavola, non si è fatta sentire in questo Natale 2009, che ha smentito tutte le previsioni. Stravincono i prodotti nostrani, e quelli più abbordabili economicamente, dunque i cibi di “fascia alta” sono rimasti sugli scaffali. La Coldiretti ha inoltre stimato che sulle tavole circa un terzo delle portate preparate per la Vigilia e per il pranzo di Natale è rimasto sulle tavole, il tutto per un valore di 900 mila euro, che molto probabilmente è finito nel bidone della spazzatura. Il Natale non è solo consumo, ma anche spreco.

Giuseppe Raso

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