Ocse: “Italia penultima per occupazione giovanile”

Se l’Italia è nei primi posti per la pressione fiscale, dunque un dato chiaramente molto negativo, un altro fattore altrettanto negativo arriva da un’altra inchiesta Ocse, quella sul lavoro giovanile. L’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha mostrato come nel secondo trimestre del 2010, la disoccupazione giovanile sia aumentata del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (secondo trimestre del 2009). Si tratta di un dato preoccupante, in quanto l’aumento è pari a piu del doppio della media europea, che si attesta al 2.5%. L’aumento maggiore della disoccupazione giovanile è da segnalare nella Spagna: la nazione iberica ha visto crescere i giovani disoccupati, adesso piu del 40% dei giovani spagnoli compresi fra i 15 ed i 24 anni, non hanno un lavoro. Al contrario la Germania ha offerto più opportunità ai giovani tedeschi, che vedono salire l’occupazione giovanile. Ma altri paesi hanno visto crescere il tasso di disoccupazione giovanile, per un valore che supera il 25%: fra questi c’è anche l’Italia, insieme a Finlandia, Irlanda, Svezia, Grecia, Slovacchia. L’Italia è molto lontano dalla media Ocse, adesso la disoccupazione si ferma al 25.4%, contro una media Ocse pari al 18% circa. Anche il tasso d’occupazione giovanile è in calo, a fronte di una media del 40.2%, in Italia solo il 21.7% dei giovani ha un lavoro. L’Ocse ha colto l’occasione per invitare i paesi che hanno un tasso d’occupazione giovanile molto basso, ad attuare politiche ed agevolazioni fiscali che possano facilitare l’assunzione dei piu giovani.

Pietro Gugliotta

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