Ocse, l’Italia non investe nell’istruzione

L’Ocse ha pubblicato una graduatoria relativa alle spese nel settore istruzione dei Paesi industrializzati. La scuola infatti è uno dei fondamenti di ogni stato, perchè aiuta le popolazioni a diffondere cultura e conoscenze, combattendo dunque l’ignoranza. Un valore fondamentale per l’Ocse, valore che non tutti riescono a recepire al meglio, come mostra questa classifica. E su 32 paesi industrializzati, è il Giappone il Paese che investe meno nell’istruzione: i giapponesi investono infatti il 4.9% della spesa pubblica. Troppo poco, se pensiamo che la media Ocse prevede una quota del 6.2%. Male, malissimo l’Italia, che segue il Giappone in questa classifica: se i nipponici sono ultimi, gli italiani sono penultimi. Trentunesimo posto per l’Italia, che per l’istruzione investe solo il 9% del Pil. In media si spendono circa nove mila dollari per studente in ITalia, poco sotto dalla media Ocse (9.249 dollari), spesa distribuita nei vari livelli scolastici: in Italia si spende una cifra nella media per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, mentre siamo al di sotto della media Ocse per scuola secondaria ed istruzione unversitaria. L’Italia riesce a brillare solo nella scuola dell’infanzia: la frequenza è fra le più alte nell’area Ocse, ossia il 97% dei bambini di 4 anni.

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