Ocse, proiezioni a lungo termine: il Pil italiano fra i peggiori

L’Ocse rilancia una proiezione a lungo termine, tutt’altro che lusinghiera per l’Italia. Il nostro Paese, nei prossimi 50 anni, avrà uno dei ritmi di crescita più bassi fra tutti i Paesi industrializzati: è questo l’allarme dell’Ocse, che spiega come il Pil italiano crescerà (in media) dell’1.4%. Un valore piuttosto basso, ma non il più basso in assoluto: ci sono altri due, fra i Paesi più importanti, che offriranno una prestazione peggiore. Si tratta di Germania e Giappone: i tedeschi infatti, mostreranno una crescita del Pil pari all’1.1%, mentre la media giapponese si attesterà all’1.3%. Il rapporto dell’Ocse è chiaro: alla base delle proiezioni ci sono alcuni fattori, fra cui quello più “pesante”, ossia l’invecchiamento della popolazione. Ed è proprio l’invecchiamento del popolo che farà dell’Italia uno dei Paesi con la peggiore crescita: secondo l’Ocse infatti l’innalzamento dell’età media, provocherà un calo inevitabile del lavoro e di conseguenza della produttività. E proprio Italia, Germania e Giappone sono i tre Paesi che avranno una popolazione più “anziana”: l’Ocse prevede che il Giappone avrà una quota di over 65 pari al 70% popolazione nel 2060, mentre la Germania e l’Italia si attesteranno intorno al 60%. Un trend economico negativo da non sottovalutare: il peso del Pil italiano sul valore mondiale, avrà un calo molto importante. Infatti se nel 2008, il Pil italiano incideva per il 2.8% su quello mondiale, nel 202 il valore scenderà all’1.8%, per dimezzarsi all’1.4% nel 2060.

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