Ocse: “Stroncare l’elusione fiscale delle multinazionali”

ocse-ocdeUno dei problemi più importanti e forse un po’ troppo trascurato, riguarda le multinazionali. Aziende importanti, diffuse a livello mondiale e che dunque incassano molti soldi: il vero problema riguarda la tassazione. Infatti molte di queste multinazionali, riescono ad eludere il fisco grazie ad alcuni cavilli, che permettono loro di pagare una quota inferiore di tasse in uno dei “paradisi fiscali“. L’Ocse ha denunciato recentemente questa pratica, spiegando come non sia accettabile: le multinazionali riescono a ridurre la loro tassazione fino al 5%, grazie ai cavilli nei paesi ritenuti paradisi fiscali, mentre le piccole e medie imprese sono costrette a subire una tassazione del 30%. L’Ocse chiede una iniziativa globale che potrebbe mettere fine a questa situazione. “Si tratta di strategie, tecnicamente legali, che tuttavia erodono la base di tassazione in molti paesi e minano la stabilità del sistema fiscale internazionale. Nel momento in cui governi e cittadini stanno sforzandosi per far quadrare il bilancio, è importante che tutti i contribuenti, sia i privati cittadini sia le società, paghino il giusto ammontare di tasse e abbiano fiducia in un sistema internazionale trasparente” spiega il direttore generale dell’Ocse, Angel Gurria. La ricerca dell’Ocse ha evidenziato queste situazioni, spiegando anche quali sono i Paesi che permettono una certa libertà fiscale: le Barbados, Bermuda e le Isole Vergini, giusto per fare qualche esempio. Ma ci sono Paesi “fiscalmente convenienti” anche in Europa, come l’Olanda o il Lussemburgo.

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