Padoan (Ocse): “Servirebbe il Fondo Monetario Europeo”

Pier Carlo Padoan, capoeconomista dell’Ocse, torna a parlare del Fondo Monetario Europeo, nella conferenza stampa di fine lavori del meeting dell’Aspen Institute Italia a Berlino.
“A mio parere la crisi greca dimostra che vi è la necessità di due nuove funzioni nell’eurozona: sorveglianza multilaterale e uno strumento finanziario, un fondo, per bloccare le crisi sul nascere.
La prima esigenza dell’eurozona
– esordisce Padoan – è una sorveglianza più articolata e con caratteristiche strutturali che permetta di analizzare le fonti di crescita di un paese nel lungo periodo perché la crisi greca, oltre che essere figlia di un problema di liquidità, è anche conseguenza di scarsa crescita strutturale. La seconda funzione che manca è quella che potrebbe essere svolta da uno strumento finanziario, una facility, che sia subito a disposizione quando si tratta di prevenire una crisi ed evitare che diventi difficile da gestire.
Se vogliamo chiamare tutto questo Fondo Monetario Europeo
– prosegue il capoeconomista –  a me poco importa ma sicuramente c’è consenso sull’esigenza di avere queste due funzioni. La crescita riprenderà ma a velocità differenti e l’Europa crescerà di meno. Nei prossimi anni avremo il problema di un consolidamento fiscale generalizzato per quasi tuti i Paesi avanzati.
Allo stesso tempo, in mancanza di significative correzioni di politica economica, la crescita riprendera’ ma a velocita’ diverse. E’ difficile
– ha concluso Padoan – fare una graduatoria della crescita: le economie emergenti continuano a crescere, gli Stati Uniti riprenderanno la crescita a velocita’ moderata e l’Europa crescera’ di meno.
Questo pone un problema di politica economica e di capacità di prendere decisioni che siano sostenibili e abbiano consenso. Tutti i Paesi avranno il problema di consolidare la propria posizione fiscale e sostenere la crescita”.

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