Partono i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina

stretto-di-messinaIl ponte sullo stretto di Messina sembra diventare finalmente realtà, è infatti previsto per il prossimo 23 dicembre l’inizio dei lavori, ma senza la classica cerimonia inaugurale tipica delle grandi opere infrastrutturali. La cerimonia è stata semplicemente rinviata a data da destinarsi, in quanto il premier Silvio Berlusconi sarà impossibilitato a parteciparvi per via della convalescenza in seguito all’aggressione subita lo scorso 13 dicembre a Milano. All’avvio dei lavori non sarà presente anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli.

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Il CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato il provvedimento che porterà ad un aumento di capitale della società Stretto di Messina, garantendo ad Anas e alle FS una quota pari a 330 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi ai fondi previsti dalla Finanziaria 2010.

Un progetto molto discusso quello del Ponte sullo Stretto, che trova molte resistenze. È infatti previsto per sabato 19 dicembre a Villa S.Giovanni la manifestazione nazionale No Ponte, alla quale aderiscono la Cgil Metropolitana di Reggio Calabria – Locri e di Messina. I relativi segretari commentano l’adesione congiunta, affermando che togliere risorse alle opere indispensabili appare come un’offesa per i territori di Calabria e Sicilia, le cui priorità sono ben altre.

Il Presidente dell’Impregilo, Massimo Ponzellini, conferma che dal Cipe è arrivata una spintarella, e dunque la progettazione va avanti, questo significa che dai primi mesi del 2010 partiranno gli espropri. L’economista Signorino invece “smonta” il Ponte sullo stretto, che afferma come attorno al progetto ruotino molte menzogne, e che l’aumento atteso del traffico in realtà sarà inferiore alle stime. L’analisi economica del progetto si basa su stime di crescita del PIL nell’Italia meridionale, dal 2000 al 2012, del 3,8% secondo ipotesi ottimistiche, del 1,8% secondo ipotesi pessimistiche, il problema è che negli ultimi anni i tassi di crescita effettiva del PIL sono stati rappresentati da dati nettamente inferiori alle ipotesi pessimistiche. In ogni caso sembra che il trasporto via mare sia più conveniente del trasporto via terra, ad esempio il costo del trasporto di 20 tonnellate di merce per 100 km in mare è di 79 euro, contro i 239 di trasporto su camion.

Giuseppe Raso

1 Commento

  1. Albert Mairhofer

    Infatti, l’Italia, circondata dal mare, con fiumi e canali esistenti o non terminati (Venezia-Padova), che portano il mare nel retroterra, ha i presupposti per trasformarsi e di spostare il traffico merci sulle idrovie e sulle autostrade del mare, già dotate di infrastrutture portuali.
    L’introduzione della linea ferroviaria Berlino-Palermo con la galleria del Brennero (BBT) nell’elenco dei TEN avvenne ancora prima della nascita dell’idea progettuale, del cosidetto Canale transalpino Danubio-Tirol-Adria, che è talmente innovativo e di grande importanza per lo sviluppo in Italia ed in Europa. Rivoluzionerà il trasporto dei beni!
    Camionisti diventino navigatori!

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