Pensioni, dal 2011 sale a 61 anni l’età per l’assegno

Novità per i lavoratori che hanno intenzione di andare in pensione. Dal prossimo anno sono due i nuovi scalini da osservare per poter andare in pensione. Infatti entreranno in vigore dal 2011 le nuove norme che regolano l’accesso alla pensione di anzianità e le nuove norme sulle finestre di uscita. Queste norme erano state inserite nella manovra di luglio, saranno operative solo da gennaio 2011. Quali sono adesso i nuovi limiti?
Lavoratori dipendenti, adesso l’età minima sale a 60 anni, con almeno 36 anni di contributi. Chi raggiunge il monte contributivo, dovrà aspettare 12 mesi dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico. Di fatto, si andrà in pensione a 61 anni.
Pubblico impiego: il requisito anagrafico adesso sale a 61 anni, ma dal 2012 salirà a 65 anni. Ancora per un anno sarà possibile sfruttare l’uscita anticipata per anzianità: basterà avere compiuto 60 anni di età ed avere 36 anni di contributi.
Tutto ciò proverà a fermare la falla delle uscite anticipate del 2010: secondo alcuni dati Inps, fra gennaio ed ottobre 2010, “le uscite anticipate rispetto all’età di vecchiaia sono state 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nel 2009”. Proprio il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha commentato questi numeri. “Il dato risente del forte calo per le pensioni di anzianità registrato nel 2009 ed è dovuto alla maturazione dei requisiti per l’uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone ‘bloccate’ dall’aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianità sotto le 100.000 unità”.

Pietro Gugliotta

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