Pier Carlo Padoan: questione Schengen più grave della crisi dell’euro

E’ un ministro dell’Economia piuttosto preoccupato, quello intervenuto al convegno presso la facoltà di economia dell’Università La Sapienza di Roma. Pier Carlo Padoan, davanti ai partecipanti, ha esordito così:

L’Europa sta rischiando più di quanto non abbia mai rischiato da quando è stata inventata.

Il Ministro ha espresso perplessità e preoccupazione in merito alla mancata fiducia reciproca nel contesto europeo. Il concetto principale, e ribadito più volte, è che la messa in discussione del trattato di Schengen è in netto contrasto con lo spirito di collaborazione con il quale era nato il progetto, e tale situazione risulta essere quanto mai pericolosa per tutta l’UE.

Pier Carlo Padoan: l’Europa deve affrontare la sfida della sicurezza

Le parole del Ministro sono chiare:

Un paese deve rispettare le regole, ma una volta fatto ciò, si può ragionare a un tavolo comune di come cambiare le regole, tanto più in un momento eccezionale come questo. La demografia si può cambiare e in questo senso i flussi migratori verso l’Europa possono rappresentare un’opportunità. L’Unione Europea rimane un’economia avanzata e il motore di crescita in un’economia avanzata è la produttività, non la demografia, ci sono enormi spazi di recupero della produttività in Europa che restano in buona parte non sfruttati”.

Secondo quanto detto da Pier Carlo Padoan, sono quattro le sfide che attendono l’Europa: oltre alla sicurezza, massima attenzione va data alla questione dei rifugiati, all’occupazione e alla Brexit. Il Ministro si è speso in una battuta, sostenendo di non essere in cerca di un nuovo lavoro, ma che occorre parlare anche del problema del ministro delle finanze, che non può essere solo un guardiano dei conti. Al di là della preoccupazione più volte sottolineata, c’è fiducia nella celere risoluzione dei principali problemi che affliggono l’Europa, tuttavia via, sono state chiamate a raccolta tutte le forze dell’Unione, con un unico imperativo: cooperare.

Il Ministro dell’Economia sulle Banche: più solidità, ma meno dipendenti

Qualche giorno fa, Pier Carlo Padoan si è espresso anche sulle Banche:

Lo scopo delle nostre riforme è: meno banche ma più solide e capaci di erogare credito a famiglie e imprese. Però non nascondiamoci dietro un dito: c’è eccesso di occupazione che andrà gestito in tempi e modalità dovute. Con meccanismi che facilitano l’uscita dal lavoro dei bancari vicini alla pensione.

Il Ministro ha poi proseguito, toccando la questione dei risarcimenti:

Le misure consentono a un consistente numero di risparmiatori e di obbligazionisti di ottenere un rimborso automatico fino all’80%”. Percentuale che tiene conto del fatto che costoro hanno beneficiato di rendimenti e interessi che coprono il restante ammontare; abbiamo fissato questa soglia per evitare che qualcuno alla fine incassasse rimborsi superiori all’esborso iniziale. Chi non ha i requisiti o non vuole utilizzarli ha comunque la via d’uscita di rivolgersi all’arbitrato.

I progetti ci sono, compreso un eventuale nuovo rientro dei capitali. Infine una stoccata a Jens Weidmann della Bundesbank che aveva avanzato più di una critica, nei giorni scorsi, nei confronti del Ministro, che ha così risposto:

Beneficiamo dei tassi bassi, ma siamo quelli che fanno più riforme.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*