PIL: segnali di ripresa

pilDopo 5 trimestri di risultati negativi il PIL (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) torna a crescere nel terzo trimestre del 2009, con un incremento dello 0,6%. L’ISTAT ha confermato che l’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura.

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Operando un confronto con lo stesso periodo dello scorso anno, invece, il PIL è diminuito del 4,6%. A livello europeo la situazione risulta non uniforme. Il Pil dell’eurozona nel terzo trimestre 2009 è cresciuto dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
Il PIL della Francia è cresciuto dello 0,3% nel terzo trimestre, sotto le attese, che invece stimavano una crescita dello 0,6%, la Spagna ha registrato un – 0,3%, mentre nel Regno Unito il Prodotto Interno Lordo è diminuito dello 0,4%. Positiva la situazione USA con un + 0,9%.

Confcommercio commenta positivamente i dati diffusi dall’ISTAT, pur ammettendo la necessità di misure più incisive per accelerare lo sviluppo e stimolare i mercati. Le difficoltà permangono, e sempre Confcommercio, avverte che non ci sarà da aspettarsi tassi di crescita particolarmente elevati, almeno nel breve periodo. Il ministro Scajola parla di un primo segnale importante, in linea con le previsioni che danno nel 2010 un PIL in crescita. Un recupero dell’Italia in termini di PIL può offrire al paese una boccata di ossigeno. Pragmatico il commento di Confsercenti, che vede una ripresa troppo lenta e diseguale, auspicando un “Natale freddo” sul fronte dei consumi e dell’attività produttiva.

Giuseppe Raso

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