Prezzo oro 1 Ottobre: sensibile calo

Con la ripresa delle Borse europee e il titolo di Deutsche Bank che è tornato a volare a Wall Street, il prezzo oro subisce un sensibile calo nella mattinata odierna. Quotazione attualmente a 1.318,75, in ribasso dello 0,75%. Per gli investitori si tratta di una situazione di passaggio. Consigliata la vendita a breve termine, mentre prevale l’acquisto per il mensile.

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Prezzo oro: 2016 da record

L’ultimo trimestre del 2016 è ufficialmente iniziato. Per quanto riguarda i mercati, per il metallo giallo è stato un anno da record. L’economia mondiale sempre in bilico ha portato gli investitori verso i beni rifugio. E non è affatto escluso che un’ulteriore impennata possa verificarsi in questi ultimi mesi. La causa avrebbe nome e cognome: Donald Trump.

Non sarà solo il Dollaro, infatti, a subire le conseguenze derivanti dall’elezione presidenziale USA. Conseguenze che ci saranno a prescindere, in un senso o nell’altro.

Sono proprio i sostenitori dell’oro sui mercati ad appoggiare il candidato repubblicano. La vittoria di Trump andrebbe infatti a vantaggio delle materie prime contro gli altri beni finanziari. Capirne la motivazione è semplice.

Hilary Clinton, di fatto, instaurerebbe un governo di continuazione di quello attuale. Trump sarebbe la rivoluzione. Ciò significa che gli investitori, non conoscendo le conseguenze di una possibile “rivoluzione”, andrebbero a cercare investimenti più sicuri.

Tradotto in cifre, è possibile che il metallo giallo arrivi a toccare, entro fine anno, l’incredibile quota di 1,750, facendo registrare un aumento complessivo del 25%.

Commodities ed elezioni USA: il parere degli analisti

Oltre ai sostenitori del metallo giallo, gli analisti in generale sono convinti che il prezzo oro salirà ancora. In ogni caso.

Secondo una statistiche della banca olandese ABN AMRO, la quotazione toccherebbe l’1,650 con la vittoria di Hilary Clinton e l’1,850 con la vittoria di Trump.

Il sentiment generale, supportato anche da ovvie ragioni politiche, sociali ed economiche, è che la situazione finanziaria degli Stati Uniti cambierà in ogni caso.

Con il cambiamento che si trasformerebbe in rivoluzione se prevalesse il programma di isolazionismo economico promosso da Trump.

Sembrerebbe che i mercati siano giunti ad un punto di non ritorno. E sarebbe importante trovare il modo di reagire, soprattutto per quanto riguarda il settore azionario.

Un’ultima occhiata ai grafici di analisi tecnica. Come detto in precedenza, vi sono segnali di forza per il lungo periodo. Per averne conferma, l’ideale sarebbe che il prezzo rompesse l’importante resistenza di 1,392.

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