Prezzo oro oggi 02 Ottobre: brusca inversione

Dopo i rialzi dei giorni scorsi, il metallo giallo oggi scende. Prezzo oro attualmente a 1.318,75, in discesa dello 0,55%. Ci si avvicina ai minimi della settimana. Situazione determinata dalla ripresa del titolo della Deutsche Bank su Wall Street e dalla generale stabilità tra le valute. Inoltre, i sondaggi sulle elezioni presidenziali USA allontanano i timori per una eventuale vittoria di Donald Trump. Hilary Clinton torna infatti in vetta alle preferenze con un distacco tranquillizzante dall’avversario.

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Prezzo oro: analisti sicuri di ulteriori rialzo per fine anno

Nonostante l’inversione odierna, le statistiche che arrivano dalle diverse banche mondiali indicano che il metallo giallo toccherà valori molto alti entro fine anno.

Le ultime previsioni arrivano dagli analisti giapponesi di Mitsubishi. In una nota ufficiale si legge che: “I negativi tassi d’interesse nei principali mercati continueranno a sostenere l’oro e gli ulteriori allentamenti monetari da parte della Bank of Japan o della Banca Centrale Europea abbasseranno ulteriormente il costo di opportunità dell’investimento in oro”.

L’unico fattore negativo che aumenterebbe il rischio ribasso per l’oro è la questione del rialzo dei tassi di interesse USA. Tuttavia, FED stenta a dare certezze e qualsiasi debolezza del mercato statunitense potrebbe sostenere il bene rifugio per eccellenza.

Anche per l’argento il trend rimane rialzista, nonostante la frenata delle ultime ore. La battuta di arresto è coincisa con il rafforzamento del dollaro degli ultimi giorni. Tuttavia, le previsioni per il futuro sono positive per tutti i metalli preziosi.

I grafici tecnici mostrano che il prezzo dell’argento abbia creato la cosiddetta figura a triangolo, chiaro segnale di prosecuzione del trend.

Elezioni USA: problemi fiscali per Donald Trump

Hilary Clinton aveva già riguadagnato posizioni dopo il duello in tv con il suo avversario per la corsa alla Casa Bianca. Trump ci mette però anche del suo, con i misteri delle tasse non pagate.

A quanto pare, il New York Times avrebbe finalmente messo le mani sulla dichiarazione dei redditi del candidato repubblicano. L’anno incriminato è il 1995. Trump dichiarò 916 milioni di dollari di perdite spalmandole sugli esercizi fiscali successivi. In questo modo, potrebbe essere riuscito a non pagare le tasse federali per ben 18 anni di seguito.

La veridicità della notizia è ancora da attestare. Quel che è certo è che è dall’inizio della campagna elettorale che Trump si rifiutava di mostrare la propria dichiarazione dei redditi.

Il prezzo oro in Borsa si prepara dunque ad accogliere i timori di tutti gli investitori, che a breve potrebbero sfociare in vere e proprie crisi sui mercati.

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