Prezzo Oro oggi 06 Gennaio: asset ritraccia

Dopo la salita verticale di ieri, la quotazione del metallo giallo impatta a quota 1.184 e ritraccia. Prezzo Oro attualmente a 1.177,75, in ribasso dello 0,30%. Il bene prezioso ha iniziato l’anno in forte recupero. Con una decisa spinta al rialzo dopo la pubblicazione dei verbali FED. Le incertezze trasmesse da Janet Yellen hanno frenato il dollaro e gli investitori hanno dirottato proprio sul metallo giallo. Nella seduta odierna, prevale un clima d’attesa per i dati sul lavoro USA. Stando alle stime, il report potrebbe deludere le aspettative. E il bene prezioso potrebbe approfittarne ancora.

Prezzo Oro oggi 06 Gennaio asset ritraccia

Prezzo Oro oggi 06 Gennaio: l’ingresso di Trump alla Casa Bianca

A meno di due settimane dall’investitura ufficiale del nuovo Presidente USA, Donald Trump, sembra che molti investitori siano tornati a puntare sul metallo giallo. Complici le incertezze proclamate dalla Federal Reserve.

Se da una parte gli stimoli fiscali promessi da Trump porterebbero gli Stati Uniti a crescere economicamente più del previsto, dall’altra si teme un balzo dell’inflazione a livello globale. Considerando anche il rialzo del petrolio. E l’atteggiamento colomba della maggior parte delle banche centrali mondiali.

Rispetto alle previsioni di Dicembre, non è più così scontato che l’ingresso alla Casa Bianca di Trump abbia un effetto positivo sul dollaro. Pertanto, dopo che molti analisti avevano tagliato al ribasso le stime per la quotazione dell’oro nel 2017, qualcosa ora starebbe cambiando.

Tanto più che anche in caso di un’amministrazione Trump positiva, gli effetti non avrebbero visibilità immediata.

Nel contempo, la Federal Reserve si è mostrata incerta. I rialzi dei tassi rimangono un obiettivo dell’istituto, ma si teme di dover forzare troppo la mano.

Intanto, in questa prima settimana del 2017 il metallo giallo ha effettuato un buon recupero. In rialzo anche l’Argento e il Platino. Vola il Palladio al +4,1%.

USA: Trump minaccia dazi altissimi per chi produce fuori dagli States

Donald Trump promette guerra alle aziende con sede negli USA che cercheranno di eludere il sistema di tassazione nazionale, producendo all’estero.

La prima “vittima” del tycoon è la Ford. Le promesse protezionistiche del magnate statunitense vengono mantenute. E dunque la casa automobilistica, che aveva stanziato 1,6 miliardi di dollari per la nuova fabbrica di San Luis Potosi’, in Messico, ha cancellato il progetto. Minacciata dai dazi salatissimi voluti dal nuovo Presidente.

Ford ha dirottato sul Michigan. Anche GM e Toyota nelle mire del nuovo inquilino della Casa Bianca.

Prezzo Oro che dunque aspetta alla finestra soprattutto le mosse del neo Presidente USA.

 

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