Prezzo oro oggi 10 Febbraio: frenata e discesa

Il metallo giallo ha arrestato la sua corsa al rialzo, a partire dalla seduta di mercato di ieri. Quest’oggi, dopo aver aperto a 1.229, la quotazione si è mossa tra il minimo e il massimo di giornata rispettivamente di 1.222,5 e 1.230,5. Prezzo Oro attualmente a 1.228,35, in ribasso dello 0,68%. Oltre 8 i punti persi dal bene prezioso. Gli indicatori tecnici segnalano comunque l’acquisto nel breve e medio periodo. Neutralità per il lungo termine. Il recupero del dollaro sembra ormai un dato di fatto, e gli investitori limitano i propri timori, allontanandosi dai beni rifugio. Almeno per oggi.

Prezzo oro oggi 10 Febbraio frenata e discesa

Prezzo Oro: l’effetto Trump non è ancora finito

Nonostante la scia di polemiche che segue ogni sua decisione, Donald Trump è riuscito, ancora una volta, a iniettare un certo grado di ottimismo ai mercati.

Le Borse mondiali hanno raggiunto, durante la settimana, diversi livelli record. Nella giornata di ieri, L’S&P 500 ha superato quota 2.300 punti per la prima volta nella storia. Il tutto a seguito delle dichiarazioni del tycoon in merito ad un’imminente riforma fiscale.

I mercati azionari hanno reagito subito positivamente. Anche sul fronte valutario, il dollaro si è rafforzato. Tra le banche centrali mondiali, solo FED è pronta per ulteriori rialzi dei tassi. Ne deriva che, a breve, il biglietto verde potrebbe apprezzarsi ancora.

Il metallo giallo ha accusato il colpo, perdendo in poche ore circa 8 punti. Gli analisti prevedono che la coppia EUR/USD possa spingersi, nel breve periodo, fino alla soglia di 1,0581, superata la quale il supporto successivo sarebbe a 1,0454. L’ipotesi parità, completamente accantonata a Gennaio, potrebbe dunque tornare ad influenzare le operazioni degli investitori.

La divisa statunitense si è rafforzata anche contro la sterlina e lo Yen giapponese.

Commodities: ripresa a fatica con dollaro forte

Il mercato delle materie prime fatica a riprendersi. Questo è ormai un dato di fatto. A pesare sulle commodities, in primis, il valore del dollaro. Che a partire dalla vittoria di Trump alle elezioni statunitensi a viaggiato sempre su livelli piuttosto alti.

Tuttavia, la richiesta sale e le scorte diminuiscono. E questo è il motivo per il quale, diversi analisti, sono pronti a sostenere la risalita delle materie prime. Grano e Cacao su tutti.

Tra i metalli preziosi, il prezzo oro rimane l’incognita principale. La richiesta del metallo giallo dipenderà principalmente dalla domanda a scopo investimento. Tuttavia, se FED proseguirà la strada del rialzo dei tassi, la pressione ribassista sull’asset dovrebbe rimanere costante. Anche in questo caso, potrebbe essere Donald Trump a fare la differenza. Senza contare gli eventi economici e politici che, uno dopo l’altro, metteranno alla prova i mercati, per tutto il 2017.

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