Prezzo Oro oggi 23 Febbraio: torna a salire il metallo giallo

Le incertezze politiche continuano a prevalere sui mercati globali. E il metallo giallo ne approfitta per spingersi ancora al rialzo. Prezzo Oro attualmente 1.237,85, su dello 0,37%. Oltre 4 i punti guadagnati dal bene prezioso nella seduta odierna. La quotazione, dopo aver aperto a 1.238,5, si è mossa in maniera tendenzialmente stabile tra il minimo e il massimo di giornata rispettivamente di 1.236,5 e 1.239,55. Gli indicatori tecnici segnalano la vendita a 60 minuti e sul giornaliero. Neutralità per il mensile e sul brevissimo termine.

Prezzo Oro oggi 23 Febbraio torna a salire il metallo giallo

Prezzo Oro: movimenti importanti per il settore delle materie prime

Secondo diversi analisti, le future mosse politiche del Presidente USA Donald Trump potrebbero stravolgere l’andamento sul mercato delle Commodities. Portando ai vertici nuove risorse. In particolare, le sorprese riguarderebbero il Rame e l’Acciaio.

Se alla fine del 2016 l’attenzione era catalizzata tutta sulle intenzioni del tycoon di eseguire grossi interventi sulle infrastrutture e di rivoluzionare il sistema fiscale, ad oggi va considerato anche un altro importante fattore. Ovvero la volontà del magnate newyorkese di incrementare la disponibilità energetica degli Stati Uniti. Su tutti i fronti, nucleare compreso.

Tutto ciò ha già portato ad una importante risalita della quotazione dell’Uranio e, appunto, dell’Acciaio e del Rame.

Il metallo giallo potrebbe dunque essere accantonato, nel futuro, in favore delle Commodities più significative del momento.

Ad ogni modo, attualmente, il bene prezioso continua a mantenere il primato tra i prodotti finanziari rifugio. Permane tuttavia un certo scetticismo sul lungo periodo.

FED: verbali confermano rialzo tassi, ma c’è poca chiarezza

La quotazione del metallo giallo continua a subire l’influsso delle mosse della Federal Reserve. Nella serata di ieri, pubblicati i verbali dell’istituto.

Nel report viene annunciato un nuovo rialzo dei tassi USA a breve. Possibile che esso avvenga già nell’ambito del vertice del 14 e 15 Marzo. Tuttavia, i segnali della Banca rimangono poco chiari.

Yellen e colleghi, effettivamente, continuano a confermare l’inasprimento monetario, senza però indicare date certe. Conseguentemente, una parte degli investitori è rimasta delusa dal report.

Ecco spiegata la generale debolezza del rialzo di Wall Street dopo la pubblicazione. Il dollaro si è rafforzato, ma non in modo eclatante. I Treasury bond americani hanno sostanzialmente mantenuto i guadagni della sessione precedente.

E anche il prezzo oro ha ripreso a salire, nonostante il contestuale balzo del biglietto verde.

Nel complesso, la situazione delle Borse globali rimane più che incerta. Marzo, con ogni probabilità, dovrebbe segnare un momento di svolta. A causa dei diversi eventi politici che si verificheranno.

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