Prezzo Oro oggi 24 Gennaio: l’asset oscilla

Con il biglietto verde in ripresa, il metallo giallo si stacca dal massimo di due mesi, dopo diverse oscillazioni. Prezzo oro attualmente a 1.213,15, in ribasso dello 0,20%. Oltre due i punti persi dalla quotazione nell’ultima seduta. Rimane vicino all’11% il rendiconto di un anno. Il bene prezioso, dopo aver aperto a 1.218, si è mosso tra il minimo di giornata di 1.211 e il massimo di 1.219,5. Indicatori tecnici si mantengono neutrali per il breve termine. Segnalando invece l’acquisto sul giornaliero. Vendita sempre preferita per il lungo periodo. Listini mondiali misti. Il dollaro recupera. Il petrolio è stabile.

Prezzo Oro oggi 24 Gennaio l’asset oscilla

Prezzo Oro: Steven Mnuchin indebolisce le Borse asiatiche

Il Segretario al Tesoro USA, Steven Mnuchin, ha parlato in mattinata in favore di un dollaro più debole. Gli investitori, a seguito di queste dichiarazioni, hanno portato il biglietto verde a cedere contro tutte le principali valute rivali, durante le contrattazioni asiatiche. Nelle ultime ore, con l’apertura delle Borse Europee, la divisa statunitense ha tuttavia recuperato.

Nel complesso, il biglietto verde rimane debole, sempre a causa della politica protezionistica di Donald Trump. Peraltro, non è ancora chiaro come il tycoon intenda ridurre le tasse e stimolare l’economia.

Il metallo giallo ne ha approfittato fino alla scorsa settimana, quando è riuscito a raggiungere il massimo di due mesi. Scelto dagli investitori come bene rifugio.

Tornano in auge, tra gli operatori, anche i dubbi sulla Brexit. In mattinata, l’Alta Corte Suprema di Londra ha stabilito che l’attivazione dell’articolo 50 da parte del Governo britannico dovrà essere approvata dal Parlamento. La sentenza potrebbe ritardare l’avvio dei negoziati.

Intanto, in serata, Trump incontrerà alla Casa Bianca alcuni dirigenti del settore automobilistico.

Scende anche l’Argento, di 3,4 centesimi. Salgono invece il Platino, il Palladio e il Rame.

Materie prime: previsioni sul breve e medio termine

Per quanto riguarda le Commodities, gli analisti tracciano un quadro complessivamente positivo. Tuttavia, rimane forte ed evidente la divergenza tra la quotazione del metallo giallo e quella dell’oro nero.

Il petrolio, negli ultimi mesi, ha dato vita ad un forte trend rialzista che ha permesso all’asset di raggiungere un certo equilibrio. Dopo il crollo degli anni scorsi. Con l’accordo Opec, inoltre, i mercati dovrebbero sostenere un’ulteriore crescita della quotazione.

Il prezzo oro risulta invece più fragile, dopo la pesante discesa a partire dal giorno dell’elezione di Donald Trump. Qualora l’asset si avvicinasse a quota 1000, come accaduto negli ultimi mesi del 2016, per gli investitori potrebbe trattarsi di una buona opportunità alternativa.

 

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