Prezzo petrolio 26 Settembre: debole rialzo

Come previsto, gli investitori stanno prediligendo posizioni corte sull’oro nero. Si scommette su un nuovo ribasso dei prezzi dopo il -4% di Venerdì. Ciò significa che c’è molta sfiducia a margine della riunione dell’Opec. Mercati in rosso un po’ ovunque, con il prezzo petrolio che condiziona il già generale declino. Londra a -1,2, Francoforte segna -1,5, Parigi -1,7.

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Prezzo petrolio: OPEC apre la riunione

Per la verità, rispetto alla chiusura di venerdì, questa mattina l’oro nero ha ripreso qualche punto percentuale. Complici anche le dichiarazioni ottimiste del ministro del petrolio algerino, che ha detto: “Non usciremo a mani vuote”.

I progressi da parte di Arabia Saudita e Iran sono però minimi e sembra difficile che si riuscirà a trovare brevemente un accordo sulla limitazione dei livelli di produzione.

Nelle prime ore di questa mattina, anche l’amministratore delegato della Saudi Aramco ha rilasciato alcune dichiarazioni. Nasser e i mercati confermano che il prezzo dell’oro nero è ancora debole e sarà caratterizzato da una più o meno forte volatilità anche nei prossimi giorni.

Il prezzo del petrolio Brent è salito a 46,26 dollari al barile, contro la perdita del 3,7 per cento di venerdì. I futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono invece in rialzo di 32 centesimi.  Si è arrivati quindi a toccare i 44,80 dollari al barile, dopo il meno 4 per cento della sessione precedente.

Jonathan Barratt: si deve spingere per un accordo

Sul dibattito è intervenuto anche il responsabile degli investimenti presso la Ayers Alliance di Sydney. Barrat ha ribadito quanto sia importante che Algeria e Venezuela continuino a spingere per trovare un accordo.

A quanto pare, molto dipenderà dall’Arabia Saudita. Il Paese inizialmente si era mostrato favorevole ad un accordo, proponendo di limitare la propria produzione qualora anche l’Iran avesse accettato.

Tuttavia, la riunione OPEC si è aperta con un’altra atmosfera. Ci sono segnali confusi e sembra probabile che l’accordo non arriverà entro la fine di Settembre, come invece ci si aspettava.

Attualmente, il prezzo petrolio si mantiene tra i 42 e i 45 dollari al barile. Tuttavia, la spinta rimane debole e la situazione sembra destinata a cambiare in un nuovo pesante ribasso.

Gli unici fattori che sembrano dare una spinta al greggio, per mantenere questa quotazione, sono le scorte negli USA e la strategia dell’OPEC. Riguardo quest’ultima, l’idea è quella di agire nel lungo termine e tagliare fuori dai giochi, man mano, tutti gli altri competitors.

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